Alvernia, un mondo da scoprire ai piedi di 80 vulcani

In Francia paesaggi mozzafiato, grande cucina e una storia che sconfina nella leggenda: dalla sconfitta di Giulio Cesare contro Vercingetorige alla mitica vittoria di Fausto Coppi sul Puy de Dôme

C’è chi la conosce per la vittoria mitica di Fausto Coppi nel ’52 nella faticosa salita del Puy de Dôme al Tour de France. Chi invece l’ha incontrata sui libri di scuola per la sonora sconfitta di Giulio Cesare contro i Galli a Gergovia per mano di Vercingetorige. Oppure, in tempi più moderni, la associa al quartier generale dell’impero Michelin.

In realtà l’Alvernia, questo angolo verde di Francia dove il tempo rallenta all’ombra di ottanta vulcani addormentati, offre molto di più. Grande storia, cattedrali solenni e borghi pittoreschi, vini vulcanici e ottimi formaggi, ma soprattutto un paesaggio da godere a piedi, in bicicletta lungo il più antico cammino francese che porta a Compostela, o dall’alto in mongolfiera o parapendio, sopra un’area dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. O anche da vivere di notte, tra le viuzze i i locali di Clermont Ferrand, candidata a capitale europea della cultura 2028.

Giulio Cesare e Vercingetorige

Tutta la storia in un teatro a cielo aperto. Accade a Gergovia, un altopiano entrato nella storia grazie alla penna di Giulio Cesare che nel De Bello Gallico racconta la cocente sconfitta che gli inflisse Vercingetorige nel 52 a.C. Dallo spettacolare belvedere dell’altopiano, sul quale troneggia un monumento all’eroe dei Galli, si può ammirare un panorama a 360 gradi sui vasti paesaggi dell’Avernia, 70 ettari di natura maestosa, dal massiccio del Sancy all’altopiano del Cézallier, passando per la Catena dei Puys e la Faglia di Limagne. Duemila anni di storia, testimoniati dagli scavi archeologici e dal Museo della Battaglia, che oltre a 250 reperti e vestigia, propone uno spettacolo audio-video immersivo e ricostruzioni di fortificazioni e tenute militari.

Il mitico Puy de Dôme

Celebrato nel passato dalle incredibili gesta dei ciclisti del Tour de France, il Puy de Dôme oggi festeggia i 10 anni del trenino a cremagliera, una sfida tecnica e ambientale capace di portare 700mila visitatori l’anno sulla sommità (5 chilometri di ascesa per arrivare all’altezza di 1465 metri) in soli 15 minuti. Chi preferisce camminare si prepari a una sgambata di 3 ore attraverso i diversi sentieri segnalati. Sopra vi attende il Tempio di Mercurio (II secolo d.C.), il più grande santuario montano della Gallia romana, oggi valorizzato da un percorso museale interattivo. Ma soprattutto vi attende un panorama mozzafiato, quello dei vulcani della catena dei Puy e della Faglia di Limagne, entrati nel patrimonio mondiale dell’Unesco. Il primo fenomeno vulcanico risale a 95mila anni fa, l’ultimo a 8.300. Oggi i vulcani furiosi sono diventati verdi morbide colline.

I vulcani, tra scienza e fiction

Una giornata per conoscere meglio il fenomeno grazie a un percorso per tutti, che piace molto anche ai bambini, tra Vulcania, parco tematico sui fenomeni vulcanici e terrestri, e il vulcano aperto di Lemptégy. Grazie alle spettacolari ricostruzioni, a Vulcania si può assistere ai diversi fenomeni legati alla ”collera della terra”, dai terremoti alle colate di lava, fino alle valanghe. Ripercorrendo il viaggio di Jules Verne nelle viscere della terra, si entra attraverso un cratere artificiale dove i visitatori sono accolti dalla riproduzione del boato dell’Etna. Per visitare bene Vulcania occorrono 7 ore, tra spettacoli e percorsi museali che si snodano a più livelli, dal vulcano alla caldera. La visita al vulcano di Lemptegy si snoda sui 200 ettari di una cava di pozzolana chiusa ormai da 16 anni. Si può viaggiare in trenino in un paesaggio suggestivo, fermarsi a raccogliere pietra vulcanica e scattare foto laddove un tempo arrivava la lava. La proposta piace: in pochi anni si è passati dai seimila visitatori iniziali a 120mila l’anno.

Clermont Ferrand e la cattedrale nera

Impossibile non restare affascinati dal profilo della cattedrale in pietra lavica che con le sue guglie alte 90 metri domina la cittadina ai piedi dei vulcani. Proprio qui, nella cattedrale di Nostra Signora dell’Assunzione, questa pietra (la trachiandesite) fu usata per la prima volta nel 1248, anche se ci vollero sette secoli per completarla. Non a caso, la chiamano la cattedrale dei carbonari, a differenza dell’altra cattedrale, Notre Dame du Port, riservata ai pellegrini sul cammino per Santiago de Compostela, realizzata in pietra chiara, l’arenaria, come la maggior parte delle altre chiese romaniche dell’Alvernia, prima fra tutte l’Abbatiale de Saint Austremoine nella vicina cittadina di Issoire, particolare per i colori interni e per colonne e capitelli istoriati.

Monumenti solenni che a Clermont Ferrand si alternano ai graffiti colorati che campeggiano in più punti della cittadina universitaria, meta preferita dei giovani tutto l’anno. Con Vercingetorige, gli eroi cittadini (con tanto di effigie sulle grandi monete incastrate nella pavimentazione cittadina) sono papa Urbano II, che da qui chiamò la I Crociata, e Blaise Pascal, scienziato e filosofo che qui condusse i suoi esperimenti sulla pressione atmosferica.

Il mondo Michelin

Ma Clermont Ferrand è soprattutto la città della saga della famiglia Michelin alla conquista del mondo. All’omino Michelin (Bibendum), consacrato miglior logo del secolo e icona del millennio, e all’impero nato dall’intuizione dei fratelli André e Edouard di montare il caucciù sulle ruote della bicicletta, è nato un parco tematico cittadino: l‘Aventure Michelin. che conta 900mila visitatori l’anno. Bibendum nasce nel 1898 e intreccia le sue sorti a quelle di una famiglia ingegnosa e particolarmente sensibile allo spirito dei tempi. Un impero che oggi conta 120mila dipendenti in 67 siti industriali. Ma che oltre a produrre ha segnato la storia del costume, con le prime mappe automobilistiche e le famose guide enogastronomiche. Tutto con il marchio dell’omino più famoso al mondo, che si è evoluto strada facendo adattandosi a un mercato in cambiamento: nato aristocratico, beveva champagne, fumava i sigari e parlava latino, Bibendum ha fatto la dieta e oggi è un’icona più democratica, capace di strizzare l’occhio a tutti.

Un’altra dimensione

Borghi antichi, il verde della campagna a perdita d’occhio, formaggi e vini di qualità invitano a rallentare il passo. In Alvernia è vietato correre, il tempo si dilata per permetterci di godere delle bellezze di un paesaggio unico. Accade per esempio a Montpeyroux, uno dei borghi più belli di Francia, di cui fu contessa Caterina de’ Medici. Qui, all’ombra della torre che domina il paesaggio di colline, pianure coltivate e vulcani, ha costruito il suo regno di colori, profumi e sapori Cyrille Zen. Cuoco stellato e vincitore di Top chef, il più famoso contest televisivo francese, dopo 9 anni ha deciso di lasciare la sua stella in città per trasferirsi in questo borgo dove dare spazio alla sua ricerca, basata su prodotti di alta qualità a chilometro zero, ma a prezzi più contenuti. E’ nato così il famoso Bistrot: un motivo in più per perdersi fra queste colline.

Info

www.clermontauvergnetourisme.com
www.puy-de-dome.fr
www.auvergnerhonealpes.fr
www.france.fr