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Alta Langa, sapori e saperi nel Piemonte di confine

Terra di grandi vini, nocciole e tartufi, ha dato i natali allo scrittore Beppe Fenoglio

Piemonte vino moscato

Terra di grandi vini, nocciole e tartufi. Terra di confine, con la Liguria per la precisione, con colline che arrivano a raggiungere i 900 metri, l’Alta Langa territorio che comprende oltre 140 comuni piemontesi, offre tanti itinerari per chi vuole andata alla scoperta di sapori e saperi.

Alta LangaUn possibile percorso inizia dal Relais San Maurizio a Santo Stefano Belbo, da qui si può partire per visitare le Cattedrali sotterranee di Canelli, dove nasce la tradizione dello spumante metodo classico in Piemonte. Lo stesso Relais ha una storia molto interessante, “al centro di una delle cinque storiche Vie del Sale percorse secoli fa per trasportare i sacchi colmi dei pregiati cristalli dalla Liguria fino ai Paesi d’oltralpe, testimone dell’incrocio di diverse tradizioni e culture che hanno potuto esistere grazie al clima unico di questa zona del Piemonte – racconta Giuditta Gallo, direttrice e insieme alla sorella Arianna anima del San Maurizio Wine Club – I monaci cistercensi provenienti dalla Provenza, fondatori nel 1619 del monastero da cui ha origine l’attuale Relais, hanno portato la coltura delle erbe aromatiche, delle spezie e della vite in questi luoghi. San Maurizio, infatti, fu scelto dai monaci proprio in funzione del suoparticolare microclima. Qui crescono ulivi, cedri del Libano secolari e piante officinali, come la lavanda e l’aloe, che vengono utilizzate anche per la produzione cosmetica”.

Moscato e nocciole

Dal Relais San Maurizio si prosegue verso le colline del Moscato d’Asti fino a Loazzolo, patria del Moscato Passito che ne porta il nome. La pausa “selfie” è a Cossano Belbo sull’Altalena Gigante mentre, per un pranzo con vista su tutta la valle Belbo, si può fare tappa a Castino da “Vola Bontà per Tutti”, una giovane realtà che propone piatti realizzati con prodotti locali. Si scende verso Cortemilia, patria della Nocciola Piemonte IGP, con immancabile sosta caffè (accompagnato da qualche goloso dolce alla nocciola) nello storico bar-pasticceria Canobbio. Per chi ama l’arte è obbligatoria una tappa al museo d’arte contemporanea all’aperto del piccolo paese Roccaverano “Parco d’Arte Quarelli”, un luogo dove, tra una curva della collina e gli alberi di un bosco, spuntano una sessantina di opere d’arte incorniciate dai paesaggi mozzafiato delle valli che portano in Liguria. Un percorso in cui ci si immerge e ci si rilassa dove si incontrano sculture imponenti, statue a grandezza naturale di draghi, creature silvestri e animali fantastici che provocano stupore e stimolano la fantasia.

Sapori dell’Alta Langa

Luoghi e sapori, “quelli dell’Alta Langa prediligono la consistenza”, racconta lo chef Luca Zecchin del ristorante stellato Guido da Costigliole. “Un esempio? Uovo e cavoli, spaghetti con estrazione di borlotti. Il primo è un antipasto che unisce la cremosità dell’uovo alla coque con tre diversi tipi di cavolo, dal cavolfiore condito con salsa di gorgonzola al cavolo nero, mentre gli spaghetti cotti con l’estratto di fagioli recuperano tutta la corposità del fagiolo fondendosi in un amalgama dal sapore molto ricco e intenso per creare un contrasto con l’acidità tipica dei vini di questa zona”. Qui i vini più tipici sono Dolcetto e Barbera, cresciuti su pendenze impervie di terre bianche, drenanti per l’acqua e povere di nutrienti, caratteristiche che donano eleganza e freschezza, donando ai vini dell’Alta Langa una cifra stilistica difficile da imitare.

La Langa di Beppe Fenoglio

L’Alta Langa, non dimentichiamo, che è fa da sfondo anche ai romanzi dello scrittore albese Beppe Fenoglio di cui quest’anno ricorre il centenario dalla nascita. E’ qui che ha vissuto il periodo della Resistenza, tra Murazzano e Mombarcaro, luoghi che poi sono entrati anche in molti suoi romanzi. Numerosi gli appuntamenti che celebrano la ricorrenza, da marzo 2022 a marzo 2023. Un possibile itinerario fenogliano parte dal paese natale dello scrittore, San Benedetto Belbo, per poi raggiungere Murazzano (dove si può assaggiare l’omonimo formaggio DOP) e passeggiare nel parco letterario a lui dedicato. Vale la pena concedersi una camminata nel centro storico di Bossolasco, dove sembra di fare un tuffo indietro nel tempo. Si prosegue con una visita al centro storico di Cravanzana per raggiungere il luogo fenogliano per eccellenza, la Cascina di Pavaglione e quindi il borgo di San Bovo. Dal Pavaglione dove Fenoglio ha ambientato uno dei suoi più celebri romanzi, “La malora”, in cui descrive un mondo duro, di lotta per la sopravvivenza in luoghi e tempi ostili alla vita umana. Da qui può fare una passeggiata di una giornata fino al punto panoramico con la chiesetta di S. Elena e tappa finale a San Donato di Mango.

La Vigna dei Pastelli

alta langa piemonteInfine, per gli amanti dei colori, obbligata a Coazzolo. Questo paesino è conosciuto per la chiesetta della Madonna del Carmine, chiamata anche cappella del Moscato, restaurata nel 2016 dall’artista David Tremlett con il wall drawing, una tecnica in cui si applica il colore direttamente con le mani. Dopo aver ammirato da fuori la chiesa, visitabile tutti i giorni dell’anno solo dall’esterno, basta seguire i cartelli e si arriva alla Vigna dei Pastelli, di proprietà dell’azienda agricola Anfosso Piercarlo, con le matite colorate al posto dei pali di legno, e una panchina gigante del progetto Big Bench, su cui tornare bambini, rilassandosi con una bottiglia di Dolcetto mentre si ammira il tramonto sulle vigne di Moscato.