Lodi e dintorni terra da scoprire
Lodi e dintorni terra da scoprire

Ci sono luoghi e intere aree che passano inosservati o quasi nella mappa del turismo nazionale. Il Lodigiano è uno di questi. Eppure, una volta conquistati dalla preziosa geometria di laterizi medievali del Duomo del capoluogo è difficile non cedere al fascino dei suoi numerosi musei, tra i quali il più originale è senz’altro quello d’arte contemporanea Folligeniali (folligeniali.com). La delicata nebbia autunnale non è un ostacolo per visitare la basilica di San Bassiano a Lodi Vecchio, approfittando della comoda pista ciclabile.  Pochi chilometri più in là, il Caseificio Carena di Caselle Lurani è solo il primo degli appuntamenti d’obbligo per chi ama il formaggio. Qui se ne produce uno del tutto particolare, il panerone, dal caratteristico amarognolo finale. All’interno del trecentesco castello di Sant’Angelo Lodigiano il Museo dell’agricoltura narra l’epopea rurale di “questa terra bonificata dagli ordini monastici che conserva una lunga storia di formaggi, tanto da fare innamorare anche Casanova” spiega Alberto Abbà del Caseificio Zucchelli di Orio Litta, dove ci si ferma per l’acquisto di raspadüra, riccioli di formaggio a grana giovane. La spettacolare Villa Litta Carini con i suoi raffinati giardini è invece un esempio di dimora nobiliare del Seicento che si può visitare su prenotazione. Chi vuole tornare bambino si lascia incantare dalle migliaia di balocchi del Museo del giocattolo di Santo Stefano Lodigiano. Oppure dagli aromi e dai sapori dell’Agriturismo Barcaiolo dove, spiega uno dei proprietari Piero Lodigiani, “si allevano suini con prodotti privi di OGM, rispettando il benessere animale e l’ambiente”. Con il risultato di salumi profumati e gustosi. Di ben altra origine la fragranza, apprezzata dalla borghesia già a inizio Novecento, che pervade le strade di Codogno: è quella  dell’attualissimo biscotto Codogno, sfornato da Carlo e Luigi Cornali, quarta generazione di pasticceri, rimasto uguale ad allora, con una rifinitura di cocco che lo rende immortale e nel contempo agée, al pari delle ville liberty che abbelliscono la cittadina. Natura alla stato puro verso Casalpusterlengo, tappa preziosa per chi ama i sapori forti, dove è irresistibile il richiamo del Gorgonzola DOP del Caseificio Croce. Spunta dalla pianura l’imponente castello Cavazzi di Somaglia, in mattoni a vista. Ma le sorprese non finiscono qui. Basta allontanarsi un poco dalla Via Emilia e si respira profondo nella foresta primordiale della Riserva Naturale delle Monticchie: con un po’ di fortuna incontrerete volpi e tassi.

 

L’INIZIATIVA
UN PO NELLA BASSA SOGGIORNANDO NELL’ANTICA CORTE
L’occasione giusta per conoscere il Lodigiano è l’iniziativa “Un Po della Bassa” (unpodellabassa.org). “Sino al 13 dicembre, il circuito coinvolge caratteristiche osterie dove l’attenzione e la cura della scelta delle materie prime è al primo posto”, spiega Gianluca Gennari, presidente dell’Associazione Radici, che coordina gli incontri (associazioneradici.org). Per trascorrere un fine settimana, la sistemazione ideale è invece la Cascina Sesmones, un’antica corte lombarda ristrutturata di recente, che dispone anche di miniappartamenti per famiglie con bimbi o per chi ama i grandi spazi (cascinasesmones.it).