Alla scoperta dei tesori di Pompei
Alla scoperta dei tesori di Pompei

Un centro di eccellenze culturali, di svago e finanche di vizio sfrenato come pochi nel mondo antico. Infilarsi nell’intrico dei quartieri di Pompei permette un contatto diretto con la quotidianità di una città di 2000 anni fa, che la furia distruttrice del vicino Vesuvio ha fissato per l’eternità come in un’istantanea. Settembre grazie a una temperatura gradevole, mitigata dalla brezza che arriva dallo scenografico Golfo di Napoli sottostante, e grazie a un numero minore di visitatori, è momento ideale per gustare questo viaggio a ritroso nella storia, oggi arricchito dalle vestigia emerse a seguito degli scavi coordinati dal 2015 dal Sovrintendente Massimo Osanna. Ad iniziare dalle ville sontuose, a ridosso delle mura della città e che per prime si presentano in tutta la loro suggestiva imponenza a chi entra nel sito: erano proprietà di politici d’alto rango o di facoltosi commercianti e il visitatore intuisce dai mosaici o dagli affreschi delle ville meglio conservate, come quella dei Misteri o di Diomede, gli sfarzosi banchetti o i festini licenziosi, che qui venivano consumati: figure di giovani discinti amoreggiano o danzano mangiando frutta o sorseggiando coppe di Falerno (vino pregiato che veniva conservato nelle cantine, ancora visibili, di queste lussuose dimore).


Sono gli echi lontani di una società godereccia, che però aveva anche la passione per le commedie e le tragedie dei grandi classici: il Teatro grande e il Teatro piccolo, ancora integri nel cuore dell’abitato, mettevano in scena le tragedie di Euripide, ma anche spettacoli musicali o di mimi, che richiamavano i bei nomi della cultura dell’epoca (di qui sarebbe passato persino il poeta Virgilio). Ma la peculiarità di Pompei sono le abitazioni comuni, case semplici e dignitose che conservano grazie all’azione protettrice della lava i vari ambienti, a volte affrescati, e che hanno restituito numerosi utensili di vita quotidiana (oggetti dell’arredo, attrezzi agricoli, stoviglie, statuette votive a protezione del focolare domestico, ora in mostra nel Museo archeologico di Napoli). La casa degli amorini dorati (in cui si è trovata una lamina d’oro con piccoli Cupidi dorati) o quella della facoltosa famiglia dei Vettii o ancora quella del chirurgo (che conteneva antichi strumenti chirurgici) sono monumenti parlanti: di fronte al salone, alla cucina, alle varie stanze riusciamo a ricostruire episodi di quotidianità della famiglia media pompeiana. Pompeiani che poi immaginiamo anche negli ambienti lascivi delle terme (dove la bella gioventù conveniva per incontri galanti), presenti numerose in prossimità delle ville patrizie, oppure durante gli spettacoli gladiatorii nell’imponente anfiteatro nella parte orientale del sito o ancora nel mondo vizioso dei bordelli (a Pompei ne restano almeno tre con affreschi molto espliciti sulle prestazioni offerte).

Pompei
Apertura Martedì-Domenica
Orario 09:00-19:00
Ultimo ingresso ore 17:30