Abruzzo, le secolari faggete del Parco Nazionale. Patrimonio Unesco dal 2017

Dalla Val Cervara alla Selva di Moricento fino alla Foresta di Coppo del Principe. Aree naturali che non hanno subìto gli effetti dell’azione dell’uomo. Qui vivono l’orso bruno marsicano il lupo e il rarissimo gatto selvatico.

Le faggete del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise per la loro bellezza naturale e il valore ecologico sono state riconosciute patrimonio mondiale dall’Unesco nel 2017. Qui sono state individuate cinque faggete tra gli 800 e i 1.800 metri sul livello del mare che ricoprono complessivamente 937 ettari nei comuni di Villavallelonga, Lecce dei Marsi, Pescasseroli e Opi, tutti in provincia dell’Aquila. Ma quali sono? Scopriamolo insieme. Si tratta delle faggete di Val Cervara, le più antiche d’Europa, della Selva di Moricento (Lecce nei Marsi), della Foresta di Coppo del Principe, di Coppo del Morto (Pescasseroli), della Foresta della Val Fondillo con Cacciagrande. In queste aree dall’incredibile fascino e dell’incomparabile valore naturalistico le piante hanno un ciclo vitale non influenzato dall’azione dell’uomo: di fatto questo ecosistema è simile a quello delle foreste primigenie dove l’abbondanza di legno morto favorisce dei processi ecologici che agevolano la vita di molte specie animali e vegetali.

Nelle antiche faggete vivono, tra gli altri, l’orso bruno marsicano, il lupo e il rarissimo gatto selvatico. Nella faggeta di Val Cervara, 119 ettari nel territorio di Villavallelonga, tra 1600 e 1850 metri di quota, ci sono esemplari che raggiungono i 560 anni: i faggi più antichi d’Europa. Nel territorio di Lecce nei Marsi c’è la Selva Moricento,193 ettari tra crinali montuosi e doline carsiche, con grotte e radure, dove vivono lupi e orsi. La foresta Coppo del Morto, 105 ettari, si trova tra i comuni di Pescasseroli e Scanno e vanta alberi di oltre cinquecento anni, lungo un ripido pendio del sistema montuoso della Montagna Grande. I 194 ettari della foresta di Coppo del Principe si trovano nella cosiddetta Difesa di Pescasseroli: anche qui vivono l’orso bruno marsicano e alcune specie come il picchio dalmatino e il coleottero Rosalia alpina. Il sito più vasto, con i suoi 325 ettari, è infine nella Val Fondillo, tra Opi e Civitella Alfedena: si tratta di Cacciagrande e di Valle Jancino, le uniche attraversate da diversi corsi d’acqua, con grandi piante che dominano valli con cavità. In quest’area è nato nel 1922 il Parco Nazionale d’Abruzzo.

 

Top 5 dell’Abruzzo

 

1. IL BOSCO LA VOLPE E LA BIMBA

Nel Bosco della Difesa a Pescasseroli (L’Aquila), nel 2008 Luc Jacquet girò alcune scene del film ‘La volpe e la bambina’. Si può passeggiare sulle tracce di quella tenera favola, fra faggi centenari e muretti di pietra a secco, dove è facile incontrare volpi, cavalli e pacifiche mucche al pascolo.

 

2. TREKKING E MERENDE

Le faggete sono in gran parte visitabili sui sentieri da percorrere con guide volontarie del Parco lungo sorgenti, campi erbosi, anfratti rocciosi e percorsi scoscesi. Vengono organizzati eventi, passeggiate a tema, merende nei rifugi, gite a cavallo o in e-bike. Info su www.parcoabruzzo.it

 

3. FIORI RARI MUSCHI E FUNGHI

Nelle faggete abruzzesi vivono varie specie faunistiche, come il Lui Piccolo, il picchio dalmatino, il coleottero Rosalia Alpina, il lupo e l’orso bruno marsicano. Crescono fiori rari, funghi e muschi. Nella riserva della Val Fondillo c’è acqua, grazie alla quale qui vive la rara salamandra pezzata appenninica.

 

4. NATURA IN FESTIVAL

In Val Cervara sono giunti nell’agosto 2019, a Villavallelonga, artisti per ‘Pittori in faggeta’, primo ‘Festival dell’arte naturalistica’. I pittori Josè Arcas, Valeria Cademartori, Nick Derry, Federico Gemma, Elisabetta Mitrovic e Marco Preziosi hanno scelto il luogo da ritrarre ed esposto i lavori in piazza.

 

5. VAL FONDILLO SULLE ORME DEI LUPI

In Val Fondillo da dicembre a marzo nel fine settimana si organizzano ciaspolate alla ricerca delle orme di lupi, camosci, caprioli, volpi, che la neve rende visibili. Si camminerà nel loro regno, anche con l’aiuto delle ciaspole, per cercare le impronte, interpretare i movimenti, individuare le tane.

Info su www.valfondillo.it