Abruzzo, la pasta all’uovo caratteristica dei periodo di festa

I maltagliati, le taccozze e le sagnette rappresentano la regione a tavola. La pasta all’uovo era caratteristica dei periodi di festa, le sagne per tutti i giorni. La tradizione contadina insegna che quest’ultimo formato si serve con un ragù casareccio

A ben guardare, le tipologie principali e più note di pasta abruzzese hanno un aspetto in comune: hanno uno spessore agreste, qualcosa che trasmette il senso del tempo passato in cucina ad impastare con le mani ingredienti semplici e genuini. Nascono così i maltagliati, le taccozze e le sagnette che hanno tutti una certa somiglianza ma che in realtà si distinguono per particolari decisivi. Vediamo. Le sagne ad esempio sono uno dei simboli delle paste d’Abruzzo, qualcosa che potete trovare ovunque in questa regione. Si ottengono impastando farina e acqua, dunque si differenziano dalla chitarra per assenza di uovo. Ricordiamo che la pasta all’uovo in Abruzzo veniva consumata soprattutto nei giorni di festa, l’altra, come le sagne, era semplice pasta quotidiana a cui si poteva abbinare un ragù casareccio oppure una padellaccia di ceci e fagioli che sulle tavole dei contadini non mancavano mai. Ma c’è sagna e sagna e dire che sono tutte uguali sarebbe sbagliato perché a seconda delle zone e delle forme che assumevano cambiavano accento e nome. Nella zona di Chieti ad esempio la sagna è quella che ricorda la forma di una fascetta ed è di modeste dimensioni. Qui veniva cotta nel brodo oppure abbinata ai legumi vari. Hanno invece una forma più evidente, richiamando quasi i quadrettoni della nonna, le cosiddette ‘sagne a pezzàte’, che ritroviamo nei paesi del sud della regione, a ridosso del primo versante molisano. In questo caso niente brodo, ma sughi avvolgenti e sostanziosi di carne o legumi. Hanno un taglio grossolano e irregolare invece le taccozze, da non confondersi con le sagne, e che sono piuttosto diffuse nella zona del brodetto, ovvero Vasto e dintorni. Le taccozze hanno uno spessore invitante e sono ritagli di pasta che ci fanno pensare anche ad un’altra tipologia, i maltagliati, ma rispetto a questi ancora più corpulenti e appetitosi. Pasta che doveva saziare sia i sensi che l’appetito e che nel tempo, scomparsa la civiltà contadina, sono anche diventate una moda, una sorta di simbolo. Dalle taccozze ai tacconelli (o tacconi) il passo è breve, ma anche qui c’è una differenza non da poco: la forma quadrata.

 

 

Top 5 dell’Abruzzo

 

1. IL TEATRO DEI ROMANI A CHIETI

L’anfiteatro di Chieti: vi si può arrivare a piedi, ed è uno dei siti archeologici più importanti della città. Risale al I secolo d.C. e sorge ai piedi di quella che era l’acropoli. Resiste il muro in terra battuta che delimitava l’area.

 

2. I TEMPIETTI DELLE ANTICHE DIVINITÀ

Chieti respira romanità e la testimonianza sono anche i tre tempietti dove si veneravano le divinità pagane, molto probabilmente Giove, Giunone e Minerva, risalenti al III secolo prima di Cristo. Ma qui si praticava il culto pagano già uno o due secoli prima.

 

3. LA CATTEDRALE E LE SPOGLIE DI SAN GIUSTINO

L’edificio religioso più importante di Chieti è la Cattedrale del 1069. La cripta della chiesa custodisce le spoglie di San Giustino che è il patrono della città, mentre nelle pareti si possono ammirare  affreschi preziosi che risalgono al XIV e al XV secolo. Si tratta del luogo di culto più antico di Chieti.

 

4. MARRUCINO E I PREZIOSI INTERNI

Il teatro Marrucino: costruito dove c’era l’ex chiesa sconsacrata dei santi Stefano e Ignazio, è in stile ottocentesco e all’interno brilla per la sua preziosa architettura con interni preziosi e finemente lavorati.

 

5. IL PARCO DI VILLA FREGERJ

Per chi ama i parchi da non perdere a Chieti il parco ottocentesco di villa Fregerj. Qui la passeggiata è tra alberi secolari ma anche fontane, giochi d’acqua, laghetti e panchine in cui godere un po’ di pace in città. Sul Belvedere si ammirano i monti della Majella. Nel parco, il museo archeologico nazionale.