Ci sono alcuni luoghi, specialmente in Italia, dove il gusto delle cose che si mangiano è talmente collegato al paesaggio da trasformare ogni viaggio in un viaggio nel gusto! È il caso della Valtellina dove ogni prodotto è un paesaggio suggestivo, una natura incontaminata, una complicità millenaria tra uomo e natura! Ad esempio - nella puntata di questa settimana della web serie di Italia Slow Tour dedicata alla cucina e i prodotti italiani - Syusy Blady arriva a Gerola Alta, sulle sponde del fiume Bitto, che dà il nome al famoso formaggio. La parola bitto viene dalla parola celtica bitu e questo la dice lunga su chi è passato di qui in passato! Il bitto è il re dei formaggi, sua eccellenza, sua maestà! Ma se c'è qualcosa che non è mai cambiata nel tempo è la sua forma rotonda con uno scalzo concavo, che serviva a trasportare i formaggi comodamente a dorso di mulo quando ancora non c’erano le strade.

Syusy intervista un mastro casaro, che le racconta (e ci racconta) come nasce il bitto in alta montagna, nei cosiddetti calècc d'alpeggio, particolari strutture di sassi che funzionano come “officine itineranti” degli artigiani casari, seguendo la transumanza verticale degli animali. In alpeggio i casari vivono solitari e nomadi, un po’ montanari e un po’ eremiti, lavorando il latte sul momento. Fare il bitto implica adottare uno stile di vita a contatto con la natura che molti giovani sembrano avere riscoperto: in parecchi a quanto pare si sono messi ad imparare il mestiere, anche per trascorrere l’estate in montagna, seguendo i pastori e dormendo nei calècc per farsi una vacanza!