Nuova tappa del viaggio di Patrizio Roversi a Padova, questa volta alla scoperta della sua prestigiosa Università. A Padova trovate la cattedra che ha fatto la storia della fisica: non tanto il pezzo di legno in sé, ma chi l'ha calcato sì... è la cattedra di Galileo Galilei! Tra il '500 e il '600 Galileo stava a Pisa, ma a un certo punto si trasferisce a Padova dove passa i 18 anni più belli della sua vita, dice. Perché proprio a Padova? All'epoca era uno degli atenei più importanti d'Europa e Galileo ha la possibilità di avere una cattedra di matematica. Insomma, voleva la cattedra! Quella che vedete però è solo la struttura portante, nuda, sopra di solito veniva messo un drappeggio. Accanto alla scalinata a cui si accede da destra ce n'era una simmetrica a sinistra. Chi saliva in cattedra era proprio in alto! Il modo dell'epoca di intendere il professore: come la luce, il predicatore della scienza. Alle lezioni di Galileo accorrevano migliaia di persone, non solo accademici, anche il popolo, coinvolto dalla sua capacità di porgere in maniera semplice concetti non banali molto in contrasto con l'idea del mondo che andava per la maggiore all'epoca. Per questo Galileo era scomodo per la Chiesa, per la sua capacità di divulgatore scientifico ex cathedra. Quanto all'uomo fuori dalle aule, Galileo a quanto pare aveva costantemente problemi di soldi, anche a quei tempi i docenti universitari non venivano pagati molto... aveva una famiglia, una madre, dei figli e una compagna da mantenere. Sì, una compagna, non una moglie! Galileo infatti non si è mai sposato. Si può dire che a Padova è nata la scienza moderna, crocevia di pensatori di alto livello, da qui sono passati anche Copernico e Harvey.