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I confini del mare Tirreno e Adriatico

Uno slow tour archeologico insieme al MiBACT, tra Emilia Romagna, Lazio e Campania

di Syusy Blady
Ultimo aggiornamento il 13 febbraio 2018 alle 10:30
Uno Slow Tour archeologico

Perché si racconta sempre soltanto la storia Romana quando c'è una storia precedente anche più interessante? Il Mediterraneo 5 secoli prima di Cristo, prima di diventare il Mare Nostrum dei Romani, era diviso tra diverse popolazioni che se ne contendevano il controllo, già strategico per i commerci e per il dominio sul mondo occidentale dell’epoca.

A segnare questa spartizione fu la grande battaglia navale di Aleria o Alalia, ricordata da Erodoto, una località della Corsica dove si scontrarono Fenici, Etruschi e Focesi. I Focesi erano una popolazione greca che cercava di espandersi nel Mar Tirreno ai danni degli Etruschi, fino a quel momento dominatori incontrastati.

Per tenere loro testa gli Etruschi si allearono con i Fenici e anche se in battaglia furono i Focesi ad avere la meglio, le loro forze uscirono così indebolite nello scontro che dovettero ritirarsi. Il Mar Tirreno venne dunque spartito tra i due popoli vincitori in due grandi sfere di influenza, secondo un trattato inciso su lamine d’oro rinvenute nel sito archeologico di Pyrgi: agli Etruschi la zona nord proiettata verso il centro Europa, ai Fenici il sud dalla Sardegna e la Corsica alle Baleari.

Per impossessarsi di tutta la rete di commerci, gli Etruschi poi si guadagnarono anche uno sbocco sul Mare Adriatico realizzando il porto di Spina, sul Delta del Po.

Seguendo le orme degli Etruschi, dunque, partiamo per un tour storico e archeologico che tocca tre diverse tappe in Lazio, Emilia Romagna e Campania, in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT).

Le tappe

In Lazio, lungo le coste del mare Tirreno tra Roma e Civitavecchia, visitiamo l’area archeologica del santuario e del porto di Pyrgi e il suo antiquarium presso il castello medievale di Santa Severa, per poi spingerci alla ricerca del tumulo di Montetosto lungo l’antica via Caere-Pyrgi e concludere con una visita alle celebri tombe della necropoli della Banditaccia e al Museo Archeologico Nazionale di Cerveteri, le cui raccolte si sono recentemente arricchite grazie alla restituzione dei celebri vasi opera di Euphronios, restituiti finalmente all’Italia dopo una complessa vicenda giudiziaria.

In Emilia Romagna andiamo alla scoperta della storia più antica del Delta del Po, passando attraverso le meraviglie rinascimentali di Ferrara, protagonista grazie agli Estensi di uno straordinario esperimento urbanistico che la rese una città “ideale” e un luogo unico e vivibile. Ma così come le origini e la fortuna di Ferrara furono legate al Po, così lo furono anche quelle della città etrusca di Spina, fondata sugli isolotti sabbiosi che caratterizzavano le rive dell’Adriatico, dove un tempo sfociava l’Eridano (nome antico del Po), intorno alla seconda metà del VI secolo a.C. e divenuta per tre secoli una delle città più ricche e importanti del Mediterraneo. Ne approfondiamo la storia attraverso gli eccezionali reperti conservati ed esposti presso il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara.

In Campania dopo una sosta presso il celeberrimo parco archeologico di Paestum, ci spingiamo attraverso l’incantevole paesaggio del Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano alla volta dell’antica città magnogreca di Elea, nota in epoca romana col nome di Velia. La storia di Elea e della sua fondazione è davvero incredibile! Fondata nella seconda metà del VI secolo a.C. da esuli Greci provenienti dalla città di Focea nell’attuale Turchia, divenne ben presto una delle località più importanti della Magna Grecia, sede della famosa scuola filosofica eleatica, nota per le idee rivoluzionarie di cui celebri esponenti furono Parmenide e Zenone. Scopriamone la storia visitando insieme l’area archeologica e i resti perfettamente conservati della cosiddetta “Porta Rosa”.

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