Barcis
Barcis

Quello dei "Borghi della lettura" è un network che conta ormai più di 50 borghi storici italiani, impegnati nella promozione della letteratura e della lettura attraverso la creazione di eventi culturali rivolti agli amanti dei libri e delle storie! Ogni tanto, all’interno della nostra rubrica di Italia Slow Tour, vi accompagneremo alla scoperta di alcune di questi... Iniziamo da Barcis, raccontato da Angelica Calabrese

Vedi Barcis e poi… ci torni. Un piccolo borgo, dotato di ogni tipo di servizio, caratterizzato dagli scorci delle Dolomiti Friulane che contornano quella zona della Valcellina bagnata da uno specchio d’acqua dalle mille sfumature di verde e azzurro, i due colori che dominano il paesaggio di questa parte di Friuli Venezia Giulia. La location è apprezzata da italiani e soprattutto da stranieri. Il turismo lacustre è molto ricercato all’estero. L’acqua del lago è fresca e pulita, viene dal Cellina, che nasce dalle montagne. È possibile seguire il corso del fiume uscendo fuori dal paese. Trascorrere qualche giorno a Barcis, qualunque stagione si scelga per farlo, è rigenerante per il corpo e la mente. Parola di chi appena andata via ha nutrito il desiderio di tornarci il prima possibile! Il gioco di colori del lago artificiale nato nel 1954, per lo sfruttamento dell'energia idroelettrica, risulta affascinante, assieme ai rumori della natura che lo contorna e dove si passeggia allietati dal fruscio degli alberi e il cinguettio degli uccelli. È possibile ammirare il lago e i suoi spettacoli di luce a tutte le ore, senza paura della calca. Gli amanti della fotografia, come me, possono divertirsi a catturare le sfumature dello specchio d’acqua che riflette le vette e il cielo. Una volta arrivati a destinazione è possibile dimenticarsi dell’automobile e girare il borgo a piedi, avendo tutto a portata di mano. In particolare io ho alloggiato in una delle tipiche case di legno e di pietra dell’Albergo diffuso (il primo della regione Friuli), che ha il suo centro nel palazzo Centi, il punto di riferimento della comunità per le sue antiche origini. Potrete imbattervi in diverse sculture lignee passeggiando nel borgo, tanti sono, infatti, gli artisti e gli artigiani del legno. Per chi come me, in estate, non vuole rinunciare alla frescura della montagna, Barcis, Borgo della Lettura, offre un ampio cartellone di eventi culturali: concerti, presentazioni di libri, mostre, letture di poesie e racconti e soprattutto il ricordo del famoso scrittore Giuseppe Malattia, originario della Vallata, frazione di Barcis, che oggi gli dedica l’omonimo premio arrivato alla XXXI edizione. Ciò che distingue Barcis da qualsiasi altro borgo alpino sono i cosiddetti tronchi libreria, che fanno riferimento al network turistico culturale Borghi della Lettura, a cui il paese friulano ha aderito. Dai tronchi è possibile estrarre libri di vario genere e leggerli o sfogliarli. Ho amato farlo all’ombra di un albero, nei pressi di una panchina, immersa in un ambiente magico, in cui si respira a pieni polmoni. Poco distante da Barcis, ad Erto, vive anche il famoso scrittore, scultore ed alpinista, Mauro Corona, che molto ha narrato della strage del Vajont, la cui diga è a 4km di distanza. Se siete fortunati potreste trovare lo scrittore nel suo laboratorio, vicino al Municipio e alla Chiesa. Quindi, cultura, natura, musica… ma non potete lasciare Barcis senza aver degustato i formaggi della zona, le minestre, e soprattutto la Pitina, polpetta di carne affumicata, e lo strudel di mele.

di Angelica Calabrese (Borghi della Lettura)