Ferrara bisogna girarla in bicicletta: si può cominciare dal suo anello periferico murario, in cui ci si sente in campagna. Ma basta prendere una delle stradine che scendono dall'argine e in pochissime pedalate siamo in pieno centro. Si arriva al Quadrivio degli Angeli, circondato da Palazzi storici, dove non si può non vedere il famoso Palazzo dei Diamanti, uno dei capolavori dell'architettura rinascimentale ferrarese e una delle straordinarie creazioni di Biagio Rossetti. Biagio - lo chiamiamo così - ha progettato questa architettura giocando con la pietra, realizzando un bugnato costituito da 8.500 blocchi di marmo bianco con venature rosa, che consiste in una serie di prismi che arricchiscono il palazzo creando giochi di luce. Non c'è un diamante uguale all'altro, ognuno è orientato in modo da catturare la luce e dare quasi un effetto riflettente. Ma perché tutto questo nasce e si sviluppa a Ferrara? 

Un viaggio non è tale se non ci si fa delle domande, e l'itinerario di un viaggio è – secondo me – il percorso necessario a rispondere a queste domande, una specie di Gioco dell'Oca, o meglio di caccia al Tesoro... E il mio percorso mi porta guarda caso dentro ad un museo: il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, dove trovo Valentino Nizzo, archeologo e storico, che sarà la mia guida. Ferrara non è una "città per caso", è il risultato di ricchezze e culture derivate da antichi centri sorti e sviluppatisi in epoche diverse sul fiume Po, come Voghenza, Comacchio e Spina. E questo possiamo scoprirlo e capirlo guardando le mappe che troviamo appunto al museo archeologico di Palazzo Costabili… Seguitemi in questo slow tour