Il territorio di Monteveglio ha visto protagonista la donna più importante del Medioevo: Matilde di Canossa, una Grancontessa dal carattere determinato che ha combattuto per la libertà del suo popolo decidendo dall'Emilia le sorti diplomatiche tra Impero e Papato! Una donna di potere, coraggiosa, che Syusy Blady ha recentemente interpretato in un docufilm biografico dal titolo "La Signora Matilde". Fra i suoi numerosi possedimenti c'erano anche, appunto, l'Abbazia e il Castello di Monteveglio, nel cuore della Valle del Samoggia, a circa trenta chilometri da Bologna. Luoghi teatro di scontri storici, come l'assedio mancato dell'Imperatore Enrico IV nel 1092, reduce dalla celebre umiliazione subita quando si era dovuto prostrare di fronte al papa Gregorio VII. Era l'epoca della lotta per le investiture, brutto periodo per i rapporti fra potere temporale e spirituale... Sopratutto per la "povera" Matilde di Canossa, cugina di Enrico IV, ma fervida sostenitrice del Papa, tanto da essere accusata di esserne l'amante! Comunque, uno dei simboli di Monteveglio è la sua Abbazia fondata proprio da Matilde nell'XI secolo. Un luogo suggestivo ricco di storia e spiritualità, con un bel panorama sull'intera vallata e sulla pianura. Qui vale la pena venire a passeggiare nella natura, partecipando alle numerose iniziative ed escursioni organizzate dal Parco Regionale dell'Abbazia di Monteveglio. E per tre giorni l'anno, dall'8 al 10 giugno, Monteveglio torna un feudo dei Canossa grazie alla Festa da Medioevo con eventi culturali, rievocazioni storiche, concerti e spettacoli!
Un altro appuntamento a dir poco singolare da non perdere è la Festa della Saracca all'inizio della Quaresima, dove viene messo in scena il funerale delle aringhe affumicate... (rito ereditato dal passaggio degli spagnoli nel 1527). Durante la festa gli 'olivetani' girano di casa in casa con una sardina appesa a un ramo: ballano, cantano, bevono e alla fine seppelliscono la sardina ai piedi di una croce di legno su una collina di fronte alla frazione di Oliveto. La saracca, cioè l'aringa, era il pesce azzurro che serviva a condire lo scarno pranzo a base di polenta dei contadini poveri della bassa! Insomma, una festa per non dimenticare le proprie origini contadine e tramandare alle nuove generazioni il ricordo di quei periodi così difficili. Un altro buon motivo per visitare le splendide colline di Monteveglio.

Un ringraziamento all'Unione dei Comuni Reno Lavino Samoggia per il materiale video: Comune di Casalecchio di Reno, Comune di Monte San Pietro, Comune di Sasso Marconi e Comune di Valsamoggia, Comune di Zola Predosa. Per il materiale fotografico si ringraziano i fotografi del gruppo Facebook "Le Bellezze della Valsamoggia" e la pagina Facebook "Funerale della Saracca di Oliveto".