Siamo all'epilogo del nostro circuito ad anello: salutando Aquara ritorneremo là dove abbiamo iniziato a camminare nel Cilento, a Sant'Angelo a Fasanella. Lasciamo il paesino con i suoi adorabili anziani abitanti, che tanto ci avevano allietato il giorno precedente, passando vicino a un Castello molto speciale: nei primi anni del Cinquecento fu dimora di Ettore Fieramosca, insignito per questo del titolo di Barone di Aquara.

La tappa di ritorno al punto iniziale è ricca di scorci sorprendenti e di ampi panorami, che ci portano di fronte al profilo maestoso dei Monti Alburni, da cui siamo partiti sei giorni fa. La sosta intermedia del percorso di oggi è al Santuario della Vergine del Cardoneto, posto poco sotto l'arroccato centro abitato di Ottati, paesino ricco di bellezze di cui si consiglia la visita prima di proseguire verso Sant'Angelo. Da qui, passando per la Grava Morta, si raggiunge rapidamente la sorgente dell'Auso e un ennesimo ponte romano, dalla tipica forma a schiena d'asino. Sotto di esso ecco fluire un altro affluente del Calore, il Fasanella, la cui sorgente nasce dall'Auso, una cavità degli Alburni che raccoglie le acque provenienti dai numerosi inghiottitoi dei monti circostanti. Da qui lo scenario è mozzafiato, e la sosta vale la fatica fatta.

Risalendo a sinistra la sterrata che parte dalla sorgente raggiungiamo Sant'Angelo a Fasanella, passando sotto l'arco della "picatura", porta di ingresso del borgo. In breve ci troviamo in Via Dante Alighieri, a due passi dalla grotta di San Michele Arcangelo, sito UNESCO che da solo vale un viaggio da organizzare il prima possibile nel Cilento. Difficile descrivere a parole le emozioni che questa grotta sa regalare, per la maestosità delle cavità presenti e la storia che l'ha attraversata, sin dall'XI secolo.  Ma prima di considerare conclusa la giornata e il percorso ad anello, andiamo a salutare il Cilento dall'alto, offrendo visita all'Antece, scultura di un guerriero risalente a molti secoli fa, in un periodo compreso tra VI e II secolo a. C., anch'esso sito UNESCO. Due meraviglie che raccontano delle profondità della terra e dell'altezza del cielo cilentano, degno epilogo di un cammino che ci ha portati a contatto con una valle colma di tesori e di bellezze naturali inestimabili. E la sera, si festeggia!