Seguiamo Valentina nella seconda tappa del suo viaggio a piedi nel Cilento, da Roscigno a Sacco

 

La seconda tappa del nostro cammino riprende dalla piazza di Roscigno Vecchia, punto di arrivo della prima. Lasciate le struggenti rovine dell’antico borgo, dove abbiamo incontrato il mitico Giuseppe Spagnuolo, passando per il Museo della Civiltà Contadina si imbocca il sentiero che ci fa uscire dal borgo in direzione di Sacco.

Primo meraviglioso punto di interesse di questa seconda tappa è la sorgente del Sammaro, affluente del Calore, che affiora da una strettissima gola offrendo così uno scenario imperdibile. Anche Sacco, come Sant’Angelo a Fasanella, offre la possibilità di godere della forza prorompente della natura cilentana: infatti, dopo il contatto con l’acqua, il cammino ci porta ad ascendere inesorabilmente il cielo, per contemplare un paesaggio strepitoso. La dura salita verso le rovine di Sacco vecchia è ripagata da uno scenario unico, una vista che si perde all’orizzonte fino a Capri, raccontando la storia antica dei ruderi della chiesa di San Nicola di Bari e del Castello di Sacco.

Abitato già nel Neolitico e successivamente dagli Enotri, intorno al 600 d. C. i Longobardi edificarono su questa rupe una rocca che secondo la tradizione, il duca di Benevento Zottone donò alla moglie Saccia, dalla quale deriverebbe il nome del paese. Sacco Vecchio fu abitato fino alla metà dell’XI secolo, quando gli abitanti la abbandonarono a causa probabilmente di una pestilenza.

Scendendo dalle rovine merita una visita approfondita anche il centro storico del paese nuovo, ricco di scorci interessanti e di monumenti sorprendenti. Entrambi i punti di interesse della seconda tappa, insomma, vanno vissuti intensamente, per apprezzare fino in fondo la meraviglia di questi luoghi.