Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo
Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo
La sostenibilità è sempre più parte integrante delle strategie di molte aziende. Negli ultimi anni ha assunto una dimensione economica: da scelta etica è divenuta scelta di business. La sostenibilità ambientale, sociale e di governance (ESG) delle imprese accresce infatti il valore della loro competitività. E il Covid ha portato a un’accelerazione di processi già in atto, tra cui i principali sono la transizione green, l’innovazione, la digitalizzazione e l’automazione. La tappa ‘ESG e Sostenibilità’ – la sesta del digital tour Imprese Vincenti 2021, che Intesa Sanpaolo dedica alla valorizzazione delle piccole e...

La sostenibilità è sempre più parte integrante delle strategie di molte aziende. Negli ultimi anni ha assunto una dimensione economica: da scelta etica è divenuta scelta di business. La sostenibilità ambientale, sociale e di governance (ESG) delle imprese accresce infatti il valore della loro competitività. E il Covid ha portato a un’accelerazione di processi già in atto, tra cui i principali sono la transizione green, l’innovazione, la digitalizzazione e l’automazione.

La tappa ‘ESG e Sostenibilità’ – la sesta del digital tour Imprese Vincenti 2021, che Intesa Sanpaolo dedica alla valorizzazione delle piccole e medie imprese italiane – mette sotto i riflettori imprese strategiche per avere adottato azioni di sostenibilità ambientale, sociale e di governance, ma anche di sicurezza per i propri dipendenti e di sviluppo della parità di genere.

Sedici le Pmi vincenti di questa tappa: ALB (Olbia-Tempio (Sassari), CEP (Trapani), Comat Servizi Energetici (Torino), Diasen (Ancona), Ecoross (Cosenza), Ecozema (Vicenza), Lucy Plast (Perugia), Manifattura Italiana Cucirini (Verona), Mario Cucinella Architects (Bologna), NWG (Prato), Orobica Inerti (Bergamo), Progeva (Taranto), Rotocalco Mediterranea (Siracusa), Samorani (Forlì), Tecnostrutture (Venezia), Transpack (Padova).

In generale, la svolta sostenibile impone di ripensare l’intero sistema industriale, agendo su circolarità e scelta di nuovi materiali e prodotti con elevati standard ambientali, sempre più prioritari anche per consentire alle imprese di essere partner di riferimento sui mercati internazionali.

Per quanto riguarda le imprese medio-grandi, la quota di aziende che ha realizzato almeno un’azione di sostenibilità è sempre superiore all’87%. Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Veneto e Piemonte sono le regioni in testa alla classifica, con una quota superiore al 93%.

"Intesa Sanpaolo – spiega Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori – ha riservato 6 miliardi di euro per finanziare progetti di circular economy, ha attivato finanziamenti S-Loan Climate Change in collaborazione con SACE, ma anche S-Loan ESG e Diversity che incentivano investimenti di sostenibilità su tutte le tematiche ambientali, sociali, di governance e in favore della parità di genere". Ad oggi sono già stati erogati oltre 2 miliardi di euro per le PMI.

Una quota rilevante dei fondi europei, di cui l’Italia sarà tra i principali beneficiari, sarà destinata alla transizione green, che si impone oggi come vero e proprio volano di crescita.

Come detto, la scelta della sostenibilità non risponde solo a questioni etiche e di responsabilità sociale, ma riveste sempre più una dimensione economica per le imprese. È il mercato a chiederlo: le nuove generazioni di consumatori ricercano il valore della sostenibilità nel processo di produzione del prodotto, che sono disposti a pagare di più, perché ne riconoscono la qualità.

Adottare azioni di sostenibilità e di circolarità in azienda conviene perché accresce la competitività e mitiga i rischi di lungo termine legati ai cambiamenti climatici, alla supply chain e all’indisponibilità delle materie prime.