IL FULCRO del Padiglione Italia, a Expo 2020 Dubai, è la riproduzione a grandezza naturale del David di Michelangelo, ospitato nella Galleria dell’Accademia di Firenze. La grande statua di oltre 5 metri è al centro del Teatro della Memoria, e rappresenta sia l’eccellenza artistica del nostro Paese che la grandissima capacità tecnologica: è infatti un ’gemello perfetto’, realizzato con precisione estrema grazie ai rilievi digitali di Hexagon Italia, divisione della multinazionale svedese...

IL FULCRO del Padiglione Italia, a Expo 2020 Dubai, è la riproduzione a grandezza naturale del David di Michelangelo, ospitato nella Galleria dell’Accademia di Firenze. La grande statua di oltre 5 metri è al centro del Teatro della Memoria, e rappresenta sia l’eccellenza artistica del nostro Paese che la grandissima capacità tecnologica: è infatti un ’gemello perfetto’, realizzato con precisione estrema grazie ai rilievi digitali di Hexagon Italia, divisione della multinazionale svedese operante fra gli altri nel settore dei sensori, dei software e delle soluzioni autonome.

La riproduzione fisica del gemello del David, però, è ’made in Veneto’ ed è frutto di una storia di innovazione e ricerca, esempio della cosiddetta Industria 4.0: la grande stampa in 3D stata eseguita dalla 3D Venice, start up con sede a Mestre, nata nel 2018 come divisione del Gruppo Litostampa. Interamente dedicata alla realizzazione di stampe 3D di grande formato, 3D Venice utilizza la tecnologia più avanzata sul mercato: la stampante Massivit 1800, che può stampare oggetti grandi fino a 117X150X180 cm, prodotta dall’azienda israeliana Massivit 3D.

Nel progetto è stata coinvolta anche un’altra azienda veneta, 3DZ, che ha collaborato nella scelta della tecnologia da adottare. Sono stati quattordici i grandi pezzi del David stampati, per un peso totale di 160 chili, e un tempo di stampa complessivo di 170 ore. La riproduzione è stata realizzata con la tecnica Gel Dispensing Printing (GDP) un processo innovativo completamente diverso dai sistemi di stampa 3D precedenti (ad estrusione, ad incandescenza o per sinterizzazione), che utilizza una tecnica simile a quella usata nei sistemi FDM (Fused Deposition Modeling) di modellazione a deposizione fusa. Inoltre, la tecnica additiva consente di non avere scarti di lavorazione e le varie parti, derivate dalla ingegnerizzazione dell’intero processo, vengono assemblate curando gli aspetti relativi a resistenza e sicurezza.

Stampando a una temperatura ambiente, tra i 16 e i 30 gradi, durante la stampa il materiale non viene riscaldato: il Dimengel, sensibile alla luce UV, polimerizza quasi istantaneamente mediante apposite lampade a luce UV. Questo permette di stampare, ad una velocità superiore a qualsiasi altro sistema 3D, oggetti di grandi dimensioni come i 14 pezzi del David, pezzi che sono poi stati assemblati e rifiniti dai restauratori fiorentini, per far assurmere alla statua l’aspetto marmoreo identico all’originale michelangiolesco.