Un supermercato
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FRA LE INNUMEREVOLI SFIDE di fronte alle quali la pandemia ha posto il mondo che ci circonda, oltre alle emergenze di carattere sanitario e sociale che viviamo da quasi due anni, c’è quella del temuto arretramento dei progressi compiuti in tema di tutela ambientale. Già, perché uno dei rischi che il sistema produttivo e commerciale è chiamato a scongiurare è proprio la perdita del terreno guadagnato nella transizione energetica e nella riduzione dell’impatto sul pianeta. Nel caso di Lidl Italia, però, stando ai numeri del Bilancio sociale relativo al complesso biennio 2019-2020, questo non è avvenuto, con la conferma di una vocazione...

FRA LE INNUMEREVOLI SFIDE di fronte alle quali la pandemia ha posto il mondo che ci circonda, oltre alle emergenze di carattere sanitario e sociale che viviamo da quasi due anni, c’è quella del temuto arretramento dei progressi compiuti in tema di tutela ambientale. Già, perché uno dei rischi che il sistema produttivo e commerciale è chiamato a scongiurare è proprio la perdita del terreno guadagnato nella transizione energetica e nella riduzione dell’impatto sul pianeta. Nel caso di Lidl Italia, però, stando ai numeri del Bilancio sociale relativo al complesso biennio 2019-2020, questo non è avvenuto, con la conferma di una vocazione alla sostenibilità che ha resistito anche nel momento più delicato.

Nel corso degli ultimi due anni, infatti, il braccio tricolore dell’azienda tedesca ha ottenuto una volta di più risultati importanti, eliminando dal mercato, ad esempio, circa 450 milioni di pezzi tra piatti, bicchieri e posate in plastica monouso nel solo 2019. Una quantità di plastica risparmiata, quindi, pari a quasi 4mila tonnellate, in anticipo sulla recente direttiva europea in materia, mentre nel 2020, grazie all’impiego di energia rinnovabile, Lidl ha evitato di immettere nell’aria 84.859 tonnellate di CO2, che fanno seguito alle 87.055 tonnellate del 2019. "I recenti lavori di COP26 hanno sottolineato ancora una volta l’urgenza di intervenire sul cambiamento climatico, attraverso un’azione rapida non solo dei rappresentanti istituzionali, ma anche di tutta la comunità di business e di ogni singolo cittadino", è del resto l’assunto fondamentale del presidente di Lidl Italia, Massimiliano Silvestri. Ed è per questo che, "con la volontà di agire e partecipare attivamente alla sfida più importante con cui l’umanità dovrà confrontarsi nei prossimi anni", Lidl ribadisce "l’impegno nel neutralizzare le emissioni grazie al ricorso a progetti di compensazione, diventando così clima neutrali entro il 2022 e riducendo la nostra carbon footprint del 48% entro il 2030".

La sostenibilità, agli occhi del Gruppo, possiede anche una declinazione sociale, visto che, dall’inizio del 2018 al 2020, l’azienda ha recuperato e donato oltre 15mila tonnellate di cibo in eccedenza, ossia più di 30 milioni di singoli pasti, potendo contare, lato distribuzione, sulla proficua collaborazione allacciata con la rete del Banco Alimentare. Non è mancato l’impegno di Lidl Italia nemmeno in un campo sfidante come l’edilizia sostenibile, dato che le ultime strutture realizzate, a partire dalla nuova direzione regionale e dal polo logistico piemontese di Carmagnola, rispondono ai più recenti standard di edilizia green. Quest’ultima, infatti, è dotata di un pannello fotovoltaico da 1.740 kW in grado di coprire a pieno regime il 40% del fabbisogno energetico del centro, fornendo a impatto zero l’equivalente dell’energia utilizzata ogni anno da 800 abitazioni, mentre l’impianto idrico gode di un innovativo sistema per il recupero delle acque piovane e del calore. D’altronde, ha chiosato Silvestri, "quello verso la sostenibilità rappresenta un percorso in cui crediamo fortemente e che abbiamo avviato già diversi anni fa, quando abbiamo scelto, per esempio, di utilizzare solo energia rinnovabile in tutte le nostre strutture".