Il Padiglione Italia, situato a poca distanza da quello degli Emirati Arabi Uniti sulla ’cultural spine’ del sito di Expo, offrirà una memorabile esperienza immersiva agli oltre 5 milioni di visitatori attesi. Il padiglione, che si estende su una superficie di 3.500 metri quadri e si eleva su quasi 27 metri di altezza, si basa su un approccio circolare all’architettura, con gli scafi di tre imbarcazioni convertiti nel tetto dell’area espositiva per la durata dell’Expo. Il Padiglione – disegnato da – da Carlo Ratti, Italo Rota, Matteo Gatto e F&M Ingegneria – sarà un vero e proprio "giardino di storie": giardino poiché...

Il Padiglione Italia, situato a poca distanza da quello degli Emirati Arabi Uniti sulla ’cultural spine’ del sito di Expo, offrirà una memorabile esperienza immersiva agli oltre 5 milioni di visitatori attesi. Il padiglione, che si estende su una superficie di 3.500 metri quadri e si eleva su quasi 27 metri di altezza, si basa su un approccio circolare all’architettura, con gli scafi di tre imbarcazioni convertiti nel tetto dell’area espositiva per la durata dell’Expo. Il Padiglione – disegnato da – da Carlo Ratti, Italo Rota, Matteo Gatto e F&M Ingegneria – sarà un vero e proprio "giardino di storie": giardino poiché metaforicamente sintesi di tanti elementi differenti che insieme creano un linguaggio di equilibrio e armonia, una proiezione dell’ordine dell’universo.

Il percorso espositivo – fruibile anche con un’audioguida, sul portale del Padiglione (https:www.italyexpo2020.itil-padiglione-italia-percorso-espositivo) e grazie alla App scaricabile gratuitamente su Apple Store e Google Play – è stato immaginato come il viaggio di uno sguardo. Uno sguardo che parte dall’alto, dalla insolita visione di un affaccio panoramico – come facevano i viaggiatori del Grand Tour, che erano soliti ammirare la meraviglia dei paesaggi italiani sempre dai punti più alti – e accompagna il visitatore attraverso un percorso di architetture narrative: dal Belvedere, luogo da cui si vede il bello – una finestra ottagonale sui più suggestivi paesaggi d’Italia – passando per le Short Stories (spazio dedicato a ’racconti brevi’ espositivi e cinematografici sui temi delle eccellenze dei saperi e del saper fare italiano) e l’Osservatorio dell’Innovazione – un orizzonte immersivo sulle ultime frontiere della ricerca italiana sui temi dello spazio e delle acque – fino ad arrivare al Teatro della Memoria, dedicato appunto alla madre di tutte le muse.

Attraverso gallerie dorate di mosaici di ispirazione bizantina il viaggio dello sguardo si conclude ritornando sugli occhi dell’opera che forse più di ogni altra metaforizza l’eccellenza della cultura e dell’arte italiana nel mondo: il David di Michelangelo. Copia a grandezza naturale posizionata all’interno di una struttura lignea ispirata ai teatri rinascimentali, il David offrirà la possibilità di essere guardato negli occhi e non dal basso, come di consueto, per permettere una prospettiva che è anche introspettiva ed emozionante, la memoria di ciò che siamo proiettata verso il futuro.

E guardando proprio al futuro, al Project Design del Padiglione, finalizzando i contenuti e gli allestimenti dedicati all’innovazione scientifica e tecnologica legati allo spazio e al mare, ha partecipato il Politecnico di Milano. Così, come aveva spiegato Ferruccio Resta, rettore del Politecnico, illustrando il progetto, all’interno del Padiglione italiano si troverà un punto di riferimento per tracciare un percorso che guarda al futuro nel segno dell’innovazione. "Un racconto che si compone di soluzioni e innovazioni, di ricerche e storie di successo che mostreranno all’interno del dodecaedro l’immagine di un Paese che, nella ricchezza della sua tradizione, sa guardare avanti".

Achille Perego