"Un’opportunità storica". Così la definisce Marco Rinaldi, progettista di impianti, parlando delle stazioni self service per il rifornimento di metano. "Il momento è maturo. Dal punto di vista normativo abbiamo tutti gli strumenti che ci consentono di pensare a una futura rete di distributori a metano che operino anche in modalita’ self. Dal punto di vista tecnico - aggiunge - non ci...

"Un’opportunità storica". Così la definisce Marco Rinaldi, progettista di impianti, parlando delle stazioni self service per il rifornimento di metano. "Il momento è maturo. Dal punto di vista normativo abbiamo tutti gli strumenti che ci consentono di pensare a una futura rete di distributori a metano che operino anche in modalita’ self. Dal punto di vista tecnico - aggiunge - non ci sono particolari problemi. I nuovi distributori potranno essere già costruiti per lavorare in modalità self, ma ci sono anche possibilità di innovare tutta l’impiantistica esistente". Dunque, un’opportunità da non perdere sia nell’interesse degli utenti, che potranno avere un servizio paragonabile a quello dei combustibili liquidi, ma anche per proprietà e gestori perché potranno guidare l’azienda verso una transizione che punta all’automatizzazione del processo trovando magari anche economie nella gestione". Per Rinaldi si tratta di una vera e propria "transizione tecnologica" perché oltre a migliorare il servizio, serve a "modificare la gestione operativa e di sicurezza". Con il self service "l’impianto deve essere trasformato in un luogo veramente sicuro e l’impiantistica deve essere sempre funzionante".

In Italia circola a metano oltre un milione di veicoli, il numero più alto a livello europeo e comunque tra i più importanti a livello mondiale, con un consumo consolidato intorno al miliardo di metri cubi di gas. Di tutto questo metano, almeno un 20% è consumato nella forma bio, senza impatto ambientale. "È profondamente sbagliato – osserva Dante Natali (foto a fianco), presidente di Federmetano – affrontare il problema della decarbonizzazione semplicemente guardando all’elettrico e da parte degli stessi consumatori non c’è sufficiente consapevolezza di questo". La domanda degli utenti infatti continua a crescere ma non così rapidamente come si potrebbe se anche questo settore venisse percepito come centrale nella transizione energetica.