A EXPO DUBAI gli operatori attendono con grande interesse di conoscere le peculiarità dell’agrifood delle Marche. "Abbiamo fortemente voluto presentarci all’Expo di Dubai con il distretto biologico delle Marche – ha detto Mirco Carloni (in alto a destra) assessore all’agricoltura nonché vice presidente della Regione Marche – ed è per questo che abbiamo deciso di sottoscrivere lo Statuto del "Distretto Biologico Marche – La biodiversità che ci unisce – Società cooperativa. Un vero e proprio passaggio epocale per il nostro sistema agricolro nella sua interezza. In che senso? "All’Expo di Dubai è molto fotr l’interesse per l’nnovazione e quello nato nell’Aula Consiliare di Palazzo Leopardi è il Distretto biologico più grande d’Europa che vede coinvolti altre alla Regione Marche anche gli altri sottoscrittori che sono:...

A EXPO DUBAI gli operatori attendono con grande interesse di conoscere le peculiarità dell’agrifood delle Marche. "Abbiamo fortemente voluto presentarci all’Expo di Dubai con il distretto biologico delle Marche – ha detto Mirco Carloni (in alto a destra) assessore all’agricoltura nonché vice presidente della Regione Marche – ed è per questo che abbiamo deciso di sottoscrivere lo Statuto del "Distretto Biologico Marche – La biodiversità che ci unisce – Società cooperativa. Un vero e proprio passaggio epocale per il nostro sistema agricolro nella sua interezza. In che senso? "All’Expo di Dubai è molto fotr l’interesse per l’nnovazione e quello nato nell’Aula Consiliare di Palazzo Leopardi è il Distretto biologico più grande d’Europa che vede coinvolti altre alla Regione Marche anche gli altri sottoscrittori che sono: CIA, Coldiretti, Copagri, Confagricoltura, Legacoop, Confcooperative, AGCI. Nel nostro distretto un ruolo fondamentale è svolto proprio dall’innovazione tenendo conto le opportunità legate all’agricoltura 4.0 finalizzata proprio all’utilizzo dei sistemi che caratterizzano l’agricoltura tradizionale e grazie ad azioni di intervento più mirate e naturali permetto di garantire la salute di coloro che lavorano in campagna di migliorare la salubrità dei prodotti creando così un mix vincente per i prodotti, gli uomini e l’ambiente".

Alla firma dell’atto costitutivo era presente anche il presidente della Regione, Francesco Acquaroli che ha evidenziato: " Oggi è il passo fondamentale di una sfida per costruire il futuro, per segnare la capacità di essere all’avanguardia e di saper aggregare i territori con un obiettivo comune. È un traguardo ambizioso che ha visto la totale adesione e partecipazione dei soggetti coinvolti, i presupposti cioè per fare bene e costruire un futuro solido. Tengo molto a questo settore che è un’eccellenza, orgoglioso che dalle Marche parta una sfida di avanguardia per l’Italia e oltre. Dobbiamo rallegrarci tutti ma anche sentirci responsabili tutti insieme per poter essere protagonisti di un nuovo futuro di sviluppo per le Marche". "Con questa formalizzazione – ha ricordato Mirco Carloni – le Marche rilanciano la tradizione dell’essere la culla del biologico italiano e scrivono una nuova pagina della storia dell’agricoltura marchigiana. La nostra regione vanta imprese in continua crescita e una solida filiera legata all’attività di trasformazione e vendita, dove in alcuni ambiti è leader in Italia. Oggi, con i nostri 4.000 agricoltori, siamo tra le regioni con la crescita più alta nel numero di operatori" Quindi Carloni ha ricordato l’iter che ha portato alla firma oggi dell’atto costitutivo: "un percorso cominciato a febbraio con l’approvazione da parte della Giunta dell’atto che ha definito i criteri per il riconoscimento dei distretti del cibo, tra i quali quello del biologico, requisiti che in questo caso hanno voluto favorire l’aggregazione dei tanti imprenditori e trasformatori che si occupano di agricoltura biologica".

Le organizzazioni di rappresentanza del mondo agricolo, le centrali cooperative e la Camera di Commercio della Marche hanno firmato il Patto per il biologico: un documento di intenti con i quali i sottoscrittori e la Regione Marche si sono impegnati a perseguire obiettivi comuni". Tra questi Incrementare la superficie agricola utile coltivata a biologico; potenziare la ricerca, la sperimentazione e la formazione nel settore; tutelare e valorizzare la biodiversità; estendere la certificazione del biologico fino alla tavola dei consumatori; ; promuovere le Marche come regione biologica con una elevata qualità della vita per accrescere la loro attrattività turistica. Circa 2200 agricoltori avevano manifestato l’interesse a partecipare al distretto per una quota di superficie biologica superiore al 60% di quella biologica regionale. Le imprese di trasformazione del prodotto biologico che hanno mandato la loro pre adesione rappresentano più di 100 milioni di fatturato, "il Distretto Biologico Unico delle Marche – come ha ribadito lo stesso vicepresidente - ha le potenzialità per divenire il bio distretto più grande d’Europa".