23 feb 2022

La Blockchain fa bene alla tracciabilità dell'Agri Food

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La Blockchain fa bene alla tracciabilità dell'Agri Food

QUANDO LA TECNOLOGIA digitale più avanzata si sposa con un settore simbolo del made in Italy, come l’agroalimentre, la capacità innovativa di università e imprese marchigiane hanno le carte in regola per dire la loro e la settimana dedicata alla regione nell’ambito delle iniziative del Padiglione Italia a Expo Dubai è una d quelle occasioni da non perdere per mettere in mostra il nostro patrimonio di saper fare. Con un occhio di riguarda alla salute, alla trasparenza e alla sostenibilità di un comparto di rilevanza economica importante. Non solo per le Marche. Un possibile elemento di svolta per gli sviluppi della filiera agroalimentare italiana potrebbe essere rappresentato dalla tecnologia blockchain e dalle potenzialità racchiuse nella sua applicazione alla tracciabilità degli alimenti. In questo modo, infatti, si potrebbe raccontare la storia di un singolo ingrediente o di alcune eccellenze del patrimonio gastronomico nazionale, ad esempio il Ciauscolo o i Maccheroncini di Campofilone, seguendone il percorso dai campi, o dalle fattorie, sino alla tavola e certificandone al contempo genuinità e sostenibilità. Questo argomento è al centro dell’incontro “Blockchain technology for agri-food supply chain traceability”, che si è svolto lunedì 21 febbraio nell’Anfiteatro del Padiglione Italia di Expo Dubai, durante la settimana dedicata alla Regione Marche. "Si tratta di un focus specifico all’interno di un progetto molto più ampio e articolato che, in generale, si interessa degli aspetti legati allo sviluppo della tecnologia blockchain", spiega Francesca Spigarelli (nella foto in alto) docente di economia applicata all’Università di Macerata che ha introdotto la prima parte dell’evento, che è correlato con il progetto Trust (di cui la professoressa Spigarelli è coordinatrice). Si tratta di un programma di ricerca interdisciplinare che coinvolge istituzioni accademiche, ma anche non accademiche, di Italia, Belgio, Spagna, Francia, Israele e Cina, unite nella comprensione dell’influenza reciproca tra fiducia e tecnologie digitali, ...

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