Giuseppe Di Matteo
Giuseppe Di Matteo
L’avventura italiana a Expo 2020, che quest’anno si tiene a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, da domani, 1 ottobre 2021 al 31 marzo 2022, si apre all’insegna di due concetti che per il Belpaese sono tutt’altro che orpelli retorici: bellezza e sostenibilità. Un elemento, il primo, che rimanda al nostro incommensurabile patrimonio artistico, ma anche al grande capitale umano di cui siamo provvisti. Un’idea, il secondo, che presuppone un vero e proprio cambio di paradigma. Economico e culturale. Opportunità e mobilità sono le altre parole chiave dell’Esposizione universale, che intende trasformare in oro il potenziale delle comunità partecipanti e promuovere sistemi innovativi di logistica, trasporto e comunicazione di persone, beni e...

L’avventura italiana a Expo 2020, che quest’anno si tiene a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, da domani, 1 ottobre 2021 al 31 marzo 2022, si apre all’insegna di due concetti che per il Belpaese sono tutt’altro che orpelli retorici: bellezza e sostenibilità. Un elemento, il primo, che rimanda al nostro incommensurabile patrimonio artistico, ma anche al grande capitale umano di cui siamo provvisti. Un’idea, il secondo, che presuppone un vero e proprio cambio di paradigma. Economico e culturale. Opportunità e mobilità sono le altre parole chiave dell’Esposizione universale, che intende trasformare in oro il potenziale delle comunità partecipanti e promuovere sistemi innovativi di logistica, trasporto e comunicazione di persone, beni e idee. E poi, all’interno di questa gigantesca vetrina mondiale, c’è il Padiglione Italia, ideato da Carlo Ratti, Italo Rota, Matteo Gatto e F&M Ingegneria, che si propone di mettere in scena "la bellezza che unisce le persone" attraverso un’architettura viva, incarnata da tre scenografiche imbarcazioni, realizzate con il contributo di Fincantieri, che, nelle intenzioni dei progettisti, diventano ’contenitori di eventi’ e, allo stesso tempo, "continuano a veleggiare o navigare per il mondo" nel segno della circolarità.

Ma la bellezza è anche un omaggio all’etimologia della parola stessa, che già nella radice latina di bellus, diminutivo di bonus, esprime i principi di ordine e proporzione già esaltati dai Greci e racconta il legame indissolubile della nostra cultura con il Mediterraneo. E si sposa perfettamente al Viaggio della scoperta, il concept design del Padiglione Italia appositamente pensato dallo studio Rampello & Partners per offrire ai visitatori una panoramica dell’eccellenza nostrana.

Sono complessivamente quindici le Regioni italiane che hanno staccato il biglietto per Dubai, mai così tante a un’esposizione universale organizzata all’estero, ciascuna delle quali metterà in vetrina le proprie bellezze e specificità. A celebrarne le bellezze, e le eccellenze, sarà il regista premio Oscar Gabriele Salvatores. Il suo racconto prevede una serie di contenuti altamente scenografici e d’impatto strutturati in due diverse sezioni: il Belvedere, con proiezioni a 360 gradi dei paesaggi italiani più suggestivi; e il Saper Fare italiano, rappresentato su uno schermo di 100 metri quadrati che offre all’occhio dello spettatore il meglio delle ‘arti artigiane’, dell’agroalimentare, della meccanica, del design e delle tecnologie più sofisticate.

Tantissimi i temi sul piatto dell’esposizione universale 2021-2022: dal clima allo spazio, dallo sviluppo urbano alla promozione del dialogo interculturale, passando per le sfide dell’innovazione e della digitalizzazione nella salute, nell’agricoltura e nella blue economy. Ampio spazio verrà dato anche alla diffusione del ’Made with Italy’ su scala globale. Tra gli eventi di carattere culturale, promossi e sostenuti dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia negli Emirati Arabi Uniti, il Consolato Generale a Dubai e l’Istituto Italiano di Cultura di Abu Dhabi, spicca la rappresentazione, per la prima volta negli Emirati Arabi Uniti, del ’Nabucco’ di Giuseppe Verdi, affidata alla direzione di Riccardo Muti.

Ma a Expo Dubai 2020 si esibiranno anche il cantautore Francesco De Gregori, l’etoile mondiale Roberto Bolle e ancora Paolo Fresu, l’Orchestra di Piazza Vittorio, ’100 Cellos’, con Giovanni Sollima & Enrico Melozzi, il pianista Nicola Piovani e Tosca, con il suo concerto ’Morabeza’. Nel Padiglione Italia si prevede un afflusso di oltre 28 mila visitatori al giorno e oltre 5 milioni nei sei mesi dell’evento. Numeri da record, numeri da Belpaese.