L’export ci salverà. O meglio, ha sempre rappresentato un volano e una vera e propria ancora di salvezza per l’economia italiana. A testimoniare il buono stato di salute delle esportazioni tricolori, c’è il 99° Rapporto Asi.

Si parla dell’Italia seconda solo alla Germania nell’Eurozona e ciò fa bene evidentemente per provare ad agganciare rapidamente la ripresa. I livelli pre-Covid, come aveva spiegato durante la presentazione della ricerca Gregorio De Felice (foto), Chief Economist e Responsabile Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, saranno recuperati nell’anno 2021 a prezzi correnti e ad inizio 2022 a prezzi costanti.

Fondamentali saranno adesso gli investimenti per questa accelerazione dell’industria italiana, grazie al supporto dei fondi Next Generation EU e al loro impiego attraverso le linee guida dettate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Gli aiuti post pandemia

previsti a livello continentale dovrebbero esercitare un effetto traino sul fatturato manifatturiero italiano lungo l’intero orizzonte al 2025 (+2.6% in media d’anno nel 2023-25, a prezzi costanti).