DALLA PARTE DELLE NOSTRE IMPRESE «Il lavoro del Muner serve anche per rendere più attrattive e più competitive le nostre aziende – spiega Dallara –. Sei team di F1 nascono in Inghilterra, tre qui. L’obiettivo è di arrivare sempre più in alto»
DALLA PARTE DELLE NOSTRE IMPRESE «Il lavoro del Muner serve anche per rendere più attrattive e più competitive le nostre aziende – spiega Dallara –. Sei team di F1 nascono in Inghilterra, tre qui. L’obiettivo è di arrivare sempre più in alto»
EXPO DUBAI 2021 è una grande occasione per il marchio Motor Valley e per una delle sue più raffinate espressioni: il Muner (Motorvehicle University of Emilia Romagna). Lo riafferma con orgoglio Andrea Pontremoli (nella foto), ad di Dallara e presidente del Muner. Alle sette lauree magistrali in ingegneria ne aggiungerete un’ottava? "Proprio all’Expo dovremmo presentare il nuovo corso che, al momento, abbiamo chiamato Compumotive, fondendo le parole computer e automotive. Si occuperà di guida autonoma e di auto connesse. Le vetture...

EXPO DUBAI 2021 è una grande occasione per il marchio Motor Valley e per una delle sue più raffinate espressioni: il Muner (Motorvehicle University of Emilia Romagna). Lo riafferma con orgoglio Andrea Pontremoli (nella foto), ad di Dallara e presidente del Muner.

Alle sette lauree magistrali in ingegneria ne aggiungerete un’ottava?

"Proprio all’Expo dovremmo presentare il nuovo corso che, al momento, abbiamo chiamato Compumotive, fondendo le parole computer e automotive. Si occuperà di guida autonoma e di auto connesse. Le vetture di oggi e quelle del futuro sono di fatto degli smartphone con quattro ruote, ecco perché abbiamo deciso di offrire ai nostri studenti l’opportunità di specializzarsi in questo campo".

Quanto è importante per voi la presenza all’Expo?

"È una vetrina mondiale per far conoscere il consorzio e le attività che propone. I dieci marchi che formano la spina dorsale della Motor Valley e le 4 università (Bologna, Modena-Reggio, Parma e Ferrara) lavorano in sintonia. Vogliamo dare una visione globale di questo impegno, anche per spingere studenti stranieri a frequentare i nostri corsi. Nell’ultimo anno accademico su 130 iscritti, 35 venivano dall’estero".

Quali sono i fattori che spingono i giovani aspiranti ingegneri ad iscriversi al Muner?

"Almeno quattro e li enumero.

1) Il rapporto con quattro università ci permette di selezionare i professori in un parco di 5 mila docenti, con la sicurezza di proporre profili altissimi.

2) Gli studenti vengono a studiare in un campus che è grande come l’Emilia Romagna: nell’arco di 100 chilometri trovano tutti i marchi della Motor Valley e competenze tecnologiche avanzatissime.

3) Tra i professori figurano anche ingegneri già alle dipendenze di Case legate al mondo dei motori, che possono prefigurare il tipo di professionalità richiesta nelle aziende.

4) Siamo in grado di fornire ai futuri ingegneri il contatto diretto con simulatori di guida, gallerie del vento, banchi prova di F1 e di MotoGp".

I laureati del Muner vengono subito riassorbiti dalle stesse case della Motor Valley?

"Fino ad oggi una percentuale del 7080 per cento ha trovato collocazione in imprese dell’Emilia Romagna che fanno parte della filiera motoristica. Molti di questi sono stranieri. Ma anche chi rientra in patria dopo la laurea porta con sè conoscenze di alto livello".

Grazie a questa nuova coscienza della propria forza, la Motor Valley può rivaleggiare con l’Oxfordshire?

"Sei team di F1 nascono in Inghilterra, tre nella Motor Valley. Il lavoro del Muner serve anche per rendere più attrattive e più competitive le nostre aziende. L’obiettivo è di arrivare sempre più in alto e la Regione ci spalleggia in questo grande sforzo di crescita".