BOLOGNA è la capitale della meteorologia in Europa. Con l’inaugurazione del Data center del Centro europeo per le previsioni meteo a medio termine – l’ECMWF, European Center for Medium-Range Weather Forecasts, trasferito sotto le Due Torri dalla sede inglese di Reading – tutto il sistema di previsione meteo in Europa passa ora per il capoluogo emiliano. La struttura ha sede nel nuovo Tecnopolo, realizzato con la sinergia tra Regione Emilia-Romagna e Unione Europea, e ospita uno dei più grandi supercomputer al mondo. Il BullSequana XH2000 di Atos consentirà di avere previsioni del...

BOLOGNA è la capitale della meteorologia in Europa. Con l’inaugurazione del Data center del Centro europeo per le previsioni meteo a medio termine – l’ECMWF, European Center for Medium-Range Weather Forecasts, trasferito sotto le Due Torri dalla sede inglese di Reading – tutto il sistema di previsione meteo in Europa passa ora per il capoluogo emiliano. La struttura ha sede nel nuovo Tecnopolo, realizzato con la sinergia tra Regione Emilia-Romagna e Unione Europea, e ospita uno dei più grandi supercomputer al mondo. Il BullSequana XH2000 di Atos consentirà di avere previsioni del tempo sempre più affidabili e precise. Grazie a questo sistema – che andrà a regime il 5 maggio 2022 – le prestazioni di calcolo saranno quasi quintuplicate. Il Data center contribuirà a spingere oltre i limiti le previsioni del tempo.

L’Ecmwf sarà in grado di scattare ‘fotografie’ delle previsioni meteo sempre più nitide e tempestive per le decine di paesi europei membri. Uno degli obiettivi è rendere le previsioni a lungo termine giornaliere, anziché bisettimanali. Un passo avanti ritenuto fondamentale anche dal punto di vista della prevenzione di fronte a eventi meteo estremi. Grazie alla potenza di calcolo del supercomputer, sarà infatti possibile prevedere ancora prima eventi ad alto impatto – come tempeste di vento, inondazioni e ondate di calore – e fornire ai servizi meteorologici e di emergenza nazionali informazioni chiave per fare scattare allerta mirate e misure che possano evitare tragedie. "Siamo ancora in una fase di collaudo dei sistemi informatici, alla fine di quest’anno dovremo muovere il nostro archivio meteo che è ancora a Reading", spiega Matteo dell’Acqua, direttore del centro dati. Si tratta del più grande archivio al mondo di dati numerici di previsione del tempo. Intanto, a Bologna macchine e computer sono già operativi. Venticinque persone sono al lavoro, la metà di quelle previste a regime. Al Data center lavoreranno ingegneri elettrici e meccanici, personale operativo 24 ore su 24 e analisti hardware e software, non solo per i supercomputer, ma anche per tutti i sistemi di supporto e quello di trattamento dei dati. La decisione di spostare il Data center a Bologna viene presa nel 2017, quando il consiglio ECMWF prende atto che la struttura di calcolo di Reading non sarebbe stata in grado di ospitare la nuova (e la prossima) generazione di supercomputer. Nel giugno 2017 viene approvata la proposta del Governo italiano – su impulso dell’allora ministro dell’Ambiente, il bolognese Gianluca Galletti – e della Regione Emilia-Romagna, di ospitare il nuovo Data center a Bologna. Il capoluogo emiliano si conferma così capitale dei Big Data. "Sono sicura – afferma Florence Rabier, direttore generale dell’Ecmwf – che questa collaborazione nel cuore della città dei Big Data sosterrà i nostri Stati membri mentre ci sforziamo di affrontare l’impatto critico delle condizioni meteorologiche avverse e dei cambiamenti climatici".