L’AGRICOLTURA del futuro dovrà combinare aumento di produttività, sostenibilità e competitività delle imprese. Le sfide dell’agricoltura del futuro sono al centro della presenza del CAAB (Centro agroalimentare) di Bologna a Expo Dubai 2020. Il CAAB è considerato un punto di eccellenza in particolare per quanto riguarda la sostenibilità: a partire dal grande impianto fotovoltaico oggi destinato ad ampliare la già rilevante produzione elettrica (16 megawatt) che si vorrebbe sempre più destinata alla mobilità elettrica per trasportare le merci all’interno dell’area metropolitana bolognese. Il CAAB è quindi risultato vincitore di un bando della Camera di Commercio italiana negli Emirati...

L’AGRICOLTURA del futuro dovrà combinare aumento di produttività, sostenibilità e competitività delle imprese. Le sfide dell’agricoltura del futuro sono al centro della presenza del CAAB (Centro agroalimentare) di Bologna a Expo Dubai 2020. Il CAAB è considerato un punto di eccellenza in particolare per quanto riguarda la sostenibilità: a partire dal grande impianto fotovoltaico oggi destinato ad ampliare la già rilevante produzione elettrica (16 megawatt) che si vorrebbe sempre più destinata alla mobilità elettrica per trasportare le merci all’interno dell’area metropolitana bolognese. Il CAAB è quindi risultato vincitore di un bando della Camera di Commercio italiana negli Emirati Arabi e parteciperà a Expo Dubai con progetti legati alla agro-innovazione e alla sostenibilità agricola e alimentare. Con la Regione Emilia Romagna vi sarà invece un lavoro di promozione del sistema agroalimentare regionale con la costituenda rete dei mercati, che vede al lavoro assieme i centri agroalimentari di Bologna, Parma, Rimini e Cesena.

"Siamo a Dubai con una vetrina dedicata ai progetti agro-innovativi ed alla sostenibilità agroalimentare – dice il prof. Andre Segré, presidente CAAB e Fondazione Fico – Da 10 anni le scelte strategiche di CAAB sono improntate sulla sostenibilità economica, sociale ed ambientale grazie a un sistema articolato di best practice che spazia dall’energia pulita alla mobilità elettrica, dall’orticoltura urbana ai progetti di educazione alimentare e recupero degli sprechi, sino al capillare circuito per la differenziata che ha raggiunto risultati record nel 2020".

Per rispondere alle sempre più numerose richieste di consulenza da parte di entità estere, CAAB ha creato di recente un reparto dedicato - CAAB Consultancy – che ha già progettato strutture distributive in Cina ed è oggi impegnato con progetti sia in Cina sia in Medio Oriente. Fra le attività di CAAB consultancy figura anche quella di acceleratore di start up, ovvero la assistenza a imprese innovative del settore agroalimentare che vogliono muoversi su nuovi mercati. I consulenti CAAB sono di nazionalità diverse, provengono dai master della Bologna Business School e accompagnano le neo imprese a cercare investitori o utilizzatori nelle più diverse realtà internazionali.

Sono per ora tre le start up che saranno portate a Dubai. A partire dallo spin off dell’università di Bologna FieldRobotics, in pratica un robot per effettuare trattamenti antiparassitari e operazioni colturali in campo e in serra. Si passa poi all’aeroponica con Edo Radici, start up della Scuola Sant’Anna dell’Università di Pisa, una tecnica di coltivazione in serra a bassissimo utilizzo di acqua: solo il 5% di quella normalmente utilizzata. E ancora Avalon Steritech, una società di Hong Kong che sviluppa sistemi di sanificazione ambientale completamente robotizzati.

"Sarà l’occasione per condividere a livello globale un consolidato expertise nella gestione dei mercati all’ingrosso e nell’integrazione con i sistemi di produzione agricola e le società di distribuzione al dettaglio. E sarà anche un palcoscenico in cui valorizzare il networking avviato in questi anni attraverso il Bologna Award: una piccola comunità globale di esperti tecnici e divulgatori dello sviluppo sostenibile che alimenta la giuria del premio annuale per la sostenibilità agroalimentare promosso dal CAAB e da Fondazione FICO con le istituzioni della città e della Regione Emilia Romagna", conclude Segré.