{{IMG_SX}}Madrid , 27 giugno 2008  - Sarà pure la Spagna del 'sorpasso', delle nozze gay e della Tav ma, per gli europei di calcio, riaffiorano le tradizioni: lo sa bene Nicasia, la nonna ottuagenaria di Iker Casillas, portiere ed eroe nazionale per aver parato i rigori dell'Italia.

La mamma di Iker era svenuta per la tensione, e la nonnina è già diventata, a sua volta, un mito in tutta la Spagna, per aver acceso ieri un cero a Sant'Antonio durante l'intervallo della semifinale contro la Russia: e cosa è successo nel secondo tempo...? Un bel cero bianco nella cucina della sua casa nel villaggio di Navalacruz, 264 anime nella Castiglia profonda.

E' stata la stessa vecchietta a rivelarlo alla stampa, di cui è diventata presto una beniamina, intervistata da radio e Tv tanto che lo stesso Iker ci ha scherzato su: "Lo so, lo so, ho una nonna mediatica!".

Nonna Nicasia ha confessato alle Tv iberiche che mentre guardava la partita nel bar del paese assieme a un centinaio di persone, era "nervosa". Non voleva che il nipote dovesse subire di nuovo l'ordalia dei rigori (e la figlia un altro svenimento).
 

Il rosario regalatole da Iker (riportato da Roma e "benedetto dal Papa") non bastava più e così, durante la pausa fra primo e secondo tempo, la nonna è corsa a casa per chiedere l'aiuto del santo. Il finale lo conoscono tutti, e a Navalacruz hanno ballato il 'pasodoble' fino a notte fonda nella piazza del paese, al ritmo di 'Paquito el chocolatero'.

E domenica, mentre sulla Tv Cuatro ripeteranno il macabro rituale del 'woodoo' su pupazzetti rappresentanti i giocatori della squadra avversaria (già sperimentato con Italia e Russia), di sicuro nonna Nicasia preparerà un altro cero. Meno cruento, e altrettanto efficace.