1 feb 2022

Zaki, udienza rinviata al 6 aprile. "Sono ottimista, spero di tornare presto a Bologna"

Il tribunale deve decidere sullo studente egiziano, ricercatore all'Alma Mater

Roma, 1 febbraio 2022 - Patrick Zaki, è stata rinviata al 6 aprile l’udienza per il ricercatore egiziano dell’Università di Bologna che stamani era atteso presso il Tribunale per la sicurezza dello Stato a Mansoura per rispondere dell’accusa di diffusione di false notizie in patria e all’estero. Lo si apprende dal profilo Twitter dell’attivista. Zaki ha già trascorso 22 mesi in detenzione cautelare e dall'8 dicembre è in libertà vigilata.

“Sono ottimista, siamo ottimisti. Ovviamente sto anche in ansia. So bene che c’è la possibilità di tornare indietro alla casella di partenza, so che esiste lo scenario peggiore. Ci penso. In queste settimane non ho ricevuto alcun segnale che mi desse indicazioni. Ormai comunque manca poco, partenza all’alba dal Cairo per arrivare in tempo a Mansura e via. Aspetterò all’esterno del tribunale con gli amici e la famiglia. A rappresentarmi dentro l’aula ci sarà il mio avvocato, Hoda Nasrallah”. Così Patrick Zaki descrive l’attesa per la nuova udienza a Mansoura del processo che vede lo imputato.

Parlando con ‘La Stampa’, Zaki commenta il suo rapporto con l’Italia, e con Bologna, e spiega che non avrebbe “mai immaginato tanta popolarità. Sono una persona normale come lo sono i miei genitori, ero uno studente tra migliaia e ora mi conoscono in tutta Bologna e in tutta Italia. Ho interloquito con Liliana Segre, il presidente Sergio Mattarella mi ha citato due volte, i diplomatici dell’ambasciata italiana in Egitto sono stati più che presenti. Sto vivendo tutto questo affetto a distanza ed è molto intenso, mi porto dentro l’esperienza del carcere ma anche la solidarietà che ha generato. Qualsiasi cosa accada sarò sempre grato a Bologna, all’Italia”.

In un video dell’Ansa girato all’immediata vigilia dell’udienza odierna del suo processo a Mansura, Patrick Zaki ha confermato di voler tornare subito a Bologna e, per prima cosa, passeggiare in piazza Maggiore. "Spero che tutto vada bene. Sono un po' ottimista e incrociamo le dita affinché accada qualcosa di buono, che chiudano il caso e prendano la decisione finale", ha detto lo studente dell’ateneo bolognese. "Subito dopo proverò a tornare a Bologna, spero molto presto", ha aggiunto Patrick. Alla domanda su quale sarà la prima cosa che farà nel capoluogo dell’Emilia-Romagna, l’attivista e ricercatore ha risposto: "Andrò in Piazza Maggiore e poi all’università".

 

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