Roma, un murales con Zaki e Regeni vicino all'ambasciata egiziana (Ansa)
Roma, un murales con Zaki e Regeni vicino all'ambasciata egiziana (Ansa)

Roma, 13 febbraio 2020 - Patrick George Zaky, lo studente egiziano dell'Università di Bologna, attivista dei diritti umani e arrestato nei giorni scorsi al suo rientro al Cairo, è stato trasferito dalla stazione di Polizia di Mansura-2 a un'altra stazione, Talkha, a breve distanza. E' l'ong Eipr a darne notizia mentre cresce la mobilitazione internazionale. La famiglia e i legali di Eipr hanno potuto visitarlo nel pomeriggio per meno di un minuto. Il ragazzo è in condizioni di detenzione "meno favorevoli" rispetto all'altro luogo, riferiscono, ma "non è stato maltrattato".

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Il 15 febbraio si discuterà il ricorso dei legali di Zaki contro la detenzione di 15 giorni decisa l'8 febbraio. Se questo ricorso sarà accolto, Patrick viene scarcerato. Se invece il ricorso verrà rigettato resta fissata l'udienza del 22 febbraio in cui i giudici decideranno se prorogare o meno la custodia cautelare di altri 15 giorni motivando la decisione con ulteriori indagini sul caso. 

VIDEO / Gli studenti uniti per Patrick

Intanto crescono sempre di più la mobilitazione e la pressione sull'Egitto. Lunedì prossimo a Bologna ci sarà il maxi corteo organizzato dagli studenti universitari dell'Alma Mater per chiedere la liberazione di Zachi. Mentre il Centro Pio La Torre mercoledì 26 febbraio durante la marcia popolare antimafia Bagheria-Casteldaccia chiederà la scarcerazione immediata e la verità su Giulio Regeni. "Con il suo lavoro di ricerca - sottolinea il presidente del Centro Vito Lo Monaco - Patrick interpreta una battaglia e un bisogno di libertà che vanno difesi. Anche per questo ci mobiliteremo insieme a sindacati, studenti, laici e religiosi durante la marcia, per chiedere di tutelare dei valori universali".