Google dedica un doodle alla botanica Ynes Mexia
Google dedica un doodle alla botanica Ynes Mexia

Città del Messico, 15 settembre 2019 – Google celebra oggi Ynes Mexía, botanica latino americana. Fu una donna intraprendente, coraggiosa, che decise di esplorare i percorsi più impervi e rischiosi per portare a termine i suoi reportage. Si spinse nelle regioni sperdute del Centro America, e Sud America, affrontando pericoli di ogni genere: frane, paludi, valli piene di insidie (insetti killer e bacche velenose). Rischiò la vita, arrivando persino a scalare le pareti di un vulcano, al confine tra Colombia ed Ecuador, e tutto questo per amore della scienza, la sua ambizione era mettere insieme una collezione di piante rare mai censite prima, e catalogarle seguendo i criteri di classificazione scientifica del regno vegetale.

Perché celebrare Ynés Mexìa?

Oggi ricorre l’anniversario della prima missione botanica guidata da Ynés (era il 15 settembre 1925) e sono in corso parallelamente le celebrazioni del Mese del Patrimonio Ispanico. Mexìa intraprese la sua prima spedizione per studiare e raccogliere varietà vegetali, assieme a un gruppo dall’Università di Stanford, a Sinaloa, in Messico. Caduta da una scogliera, si fratturò il polso, le falangi della mano, e nonostante avesse una costola incrinata proseguì il cammino, riportando alla base 500 esemplari. Di quel primo lotto di mezzo migliaio tra foglie, rami, fusti e radici, 50 piante non erano mai state scoperte prima. Arrivò a classificare un nuovo genere e innumerevoli specie diverse. Durante una spedizione nel 1929, Mexía percorse tremila miglia lungo il Rio delle Amazzoni in canoa fino alle sorgenti nelle Ande. Si ammalò gravemente ai polmoni durante un viaggio in Messico, nel 1938, l'anno della sua morte, e finì i suoi giorni all’età di 68 anni.

Studi e riconoscimenti

Nata a Washington D.C. nel 1870, Ynés Mexìa era figlia di un diplomatico messicano. Due mariti e una vita avventurosa, spesa dall'Alaska al Cile. Nel 1873 è in Texas, nel 1887 a Mexico City il primo matrimonio, con un commerciante europeo ispanico, poi il divorzio e nel 1908 il secondo marito, un rancher, ma il menage familiare non funziona. Si trasferisce in California, a San Francisco, e dopo aver lavorato come assistente sociale decise di dedicarsi allo studio delle scienze naturali con l'istituto botanico (Herbaria) di Berkeley. Nel 1924 diventerà a tutti gli effetti cittadina statunitense. All’età di 51 anni, quindi nel periodo della piena maturità, la passione per la botanica diventa più impellente e la spinge a viaggiare per il Messico, collaborando anche con altre istituzioni, che conservano gelosamente le sue corrispondenze, l'erbario dell'Harvard University, il museo di storia naturale di Chicago e il Museo di storia naturale di Londra. La sua prima scoperta fu una pianta della famiglia delle margherite di nome Zexmenia Mexiae nel 1928, ora è classificata come Lasianthaea macrocephala. Anche senza portare a termine gli studi universitari (non discusse mai la tesi di laurea) Ynés Mexía è considerata una delle più importanti ricercatrici della storia della botanica, arrivando a raccogliere e riclassificare qualcosa come 150.000 specimen diversi in 13 anni di attività frenetica. Ancora oggi scienziati di tutto il mondo continuano a studiare le scienze naturali basandosi sulle descrizioni delle missioni di Ynés Mexìa.

L'opera dell'illustratrice

Loris Lora, illustratrice che ha prodotto il doodle (scarabocchio, bozzetto, ghirigoro, ndr) di Google, ha spiegato che il suo lavoro grafico per l'occasione ha tratto ispirazione proprio dagli esemplari vegetali scoperti da Ynés. "Ho cercato il modo di stilizzare le piante e rappresentarle in modo divertente all'interno di questa composizione simile a un collage. Il mio lavoro in generale è influenzato da colori vivaci e design grafico vintage, quindi molto mi ha aiutato il lavoro di Ynés a informare la tavolozza dei colori e le forme", ha spiegato Loris Lora. La vita di Ynes Mexia, aggiungiamo noi, è un esempio lampante di come sia importante seguire l'istinto, coltivare una vocazione, percorrere senza esitazioni la propria strada. Insomma, non è troppo tardi.

Ynés Mexìa