Strasburgo, 27 novembre 2019 - "L'Europa può": eccolo, in estrema sintesi, il messaggio politico di Ursula von der Leyen al Parlamento europeo. La presidente eletta della Commissione Ue presenta la strategia dei prossimi cinque anni e la squadra. A fine mattinata c'è stato il via libera dal Parlamento europeo: nel voto di fiducia i sì sono stati 461, 157 i contrari, gli astenuti 89. La von der Leyen ha ottenuto un risultato migliore del suo predecessore Jean-Claude Juncker: nel 2014 l'esecutivo del lussemburghese ebbe 423 voti a favore, 209 contrari e 67 astenuti (su 751 eurodeputati). Von der Leyen cerca di affermare una narrazione politica alternativa alla paralisi in cui si dibatte la Ue da parecchio tempo e alle pressioni nazional-populiste che restano ancora forti. Nota a margine: si tratta della commissione più 'rosa' della storia Ue: non c'è ancora la parità di genere, ma 15 uomini e 12 donne è un risultato che non si era mai visto

L'analisi del voto di fiducia a von der Leyen

Diviso al voto il M5s: 10 eurodeputati pentastellati hanno appoggiato il nuovo esecutivo comunitario, due hanno votato contro (Corrao e Pedicini) e due si sono astenuti (Evi e D'Amato). Per il resto emerge una compattezza sorprendente dei tre gruppi politici maggiori che sostengono il nuovo Esecutivo comunitario.  Si può parlare di unità assoluta del Ppe (tutti favorevoli), e di compattezza molto forte da parte dei liberali di Renew Europe (solo quattro astenuti, tutti gli altri a favore), e anche da parte del gruppo S&D (quattro astenuti, un contrario e tutti gli altri favorevoli).  
Sul fronte opposto, assolutamente unito è stato il gruppo sovranista e nazionalista di Id, a cui appartiene la Lega, che, come aveva annunciato il capogruppo Marco Zanni, ha votato tutto contro la fiducia. Abbastanza compatto anche il gruppo della Sinistra unitaria europea (Gue) con un favorevole, un astenuto e tutti gli altri contro la fiducia. 
Divisi invece i Verdi, che si sono in grande maggioranza astenuti, ma con 10 eurodeputati contrari e cinque favorevoli. Molto diviso, infine, il gruppo dei Conservatori Ecr, con 30 voti a favore, 17 contro e 14 astenuti. Fra i favorevoli vi sono i polacchi del Pis (che esprimono un neo commissario, quello all'Agricoltura), mentre hanno votato contro, compatti, tutti gli italiani di Fdi.

Ambiente, la sfida: Venezia sott'acqua

E dopo aver elogiato il prossimo commissario Ue per gli Affari economici Paolo Gentiloni ("Ho fiducia in lui"), elenca i punti cardine. L'ambiente innanzi tutto: "La protezione del nostro clima è una questione esistenziale per l'Europa e per tutto il mondo e non potrebbe essere altrimenti - dice la presidente - Vediamo Venezia sott'acqua, le foreste in Portogallo colpite da incendi, la siccità in Lituania; è successo anche in passato, ma non possiamo perdere neanche un secondo, dobbiamo lottare contro il cambiamento climatico". E dunque "il Green Deal europeo è la nostra nuova strategia di crescita - spiega van der Leyen - Ci aiuterà a ridurre le emissioni e favorire la creazione di posti di lavoro". 

"Europa ruolo guida nel mondo"

Quanto al ruolo dell'Europa, per la presidente della Commissione Ue è sicura: il mondo ha bisogno che l'Europa abbia "un ruolo guida", che sia "una forza motrice" nelle relazioni internazionali. "Dobbiamo mostrare ai nostri partner delle Nazioni Unite che possono fare affidamento su di noi, ai paesi dei Balcani occidentali che condividiamo lo stesso continente, la stessa storia, la stessa cultura e che condivideremo lo stesso destino: le nostre porte rimangono aperte".

Migranti: risposta sia umana ed efficace

Delicato il passaggio sulla questione migranti, su cui l'Europa si è spaccata, ma ora dovrà andare avanti per "trovare una risposta umana ed efficace", perché è "orgogliosa dei propri valori e dello stato di diritto". La linea è  netta: "Una cosa è certa: l'Europa fornirà sempre rifugio a coloro che hanno bisogno di protezione internazionale. Ed è nel nostro interesse far sì che coloro che restano vengano integrati. Dobbiamo anche far sì che coloro che non hanno diritto di restare ritornino a casa". Insomma, "l'Europa deve fornire una risposta" alla sfida delle migrazioni, destinata "restare tra noi", una risposta "che sia contemporaneamente umana ed efficace".

Occorre, tra l'altro, "spezzare il crudele modello di business dei trafficanti", riformare "il sistema comune di asilo", tenendo a mente "sia la solidarietà che la responsabilità", rafforzare i "confini esterni" per ritornare ad un'area Schengen "pienamente funzionante". "Non sarà facile, ma ricordiamoci delle parole di Vaclav Havel: è la cosa giusta da fare", conclude.

La riforma del regolamento di Dublino resta una priorità della Commissione von der Leyen. Dublino "fa parte del pacchetto migrazione che presenteremo alla fine primo del trimestre o all'inizio del secondo trimestre del prossimo anno - ha spiegato - e la riforma del regolamento è al cuore di tutto il pacchetto" migrazione".

Piano Ue contro il cancro nel 2020

All'inizio dell'anno prossimo, la commissaria alla Salute Stella Kyriakides "lancerà un ambizioso piano contro il cancro per l'Europa, che contribuisca ad alleviare le sofferenze provocate da questa malattia", sottolinea poi von der Leyen, ricordando un lutto familiare provocato dalla malattia: "Quando ero una ragazza a Bruxelles, la mia sorellina è morta di cancro a 11 anni. Mi ricordo il senso di impotenza dei miei genitori, ma anche del personale medico. Tutti hanno una storia simile", o conoscono persone che ne hanno vissute. E in Europa oggi "i casi di cancro stanno aumentando. L'Ue deve occuparsi delle cose cui la gente tiene", conclude.

La commissione più 'rosa' della storia Ue

Von der Leyen ha mancato l'obiettivo della parità di genere, ma il prossimo esecutivo Ue è in assoluto la Commissione con la più consistente presenza femminile della storia della Ue.  Ma ecco la composizione dellasquadra, composta da 15 uomini e 12 donne.
Partito Popolare Europeo (10) - Ursula von der Leyen (Presidente), Valdis Dombrovskis (vicepresidente esecutivo per l'Economia al servizio delle persone), Margaritis Schinas (vicepresidente per la Promozione del modo di vivere europeo), Dubravka Suica (vicepresidente per la Democrazia e la demografia), Johannes Hahn (Bilancio e amministrazione), Mariya Gabriel (Innovazione e gioventu'), Ste'lla Kyriaki'dou (Sanita'), Phil Hogan (Commercio), Oliver Varhelyi (Vicinato e allargamento), Adina Valean (Trasporti).

Socialisti&Democratici (9) - Frans Timmermans (vicepresidente esecutivo per il Clima), Josep Borrell (Alto rappresentante per la politica estera), Maros Sefcovic (vicepresidente per le relazioni inter-istituzionali), Jutta Urpilainen (Partnership internazionali), Paolo Gentiloni (Economia), Nicolas Schmit (Occupazione e diritti sociali), Helena Dalli (Uguaglianza), Elisa Ferreira (Coesione e riforme), Ylva Johansson (Affari interni).

Liberali di Renew (6) - Margrethe Vestager (vicepresidente esecutivo per il Digitale e la concorrenza), Vera Jourova' (vicepresidente per i Valori e la trasparenza), Thierry Breton (Mercato Interno e industria), Didier Reynders (Giustizia), Kadri Simson (Energia), Janez Lenarcic (Gestione delle crisi).

Conservatori e riformatori europei (1) - Janusz Wojciechowski (Agricoltura)

Verdi (1) - Virginijus Sinkeviius (Ambiente, oceani e pesca).