Pechino, 20 gennaio 2020 - Il misterioso virus comincia a fare davvero paura in Cina. Oggi un team di esperti della National Health Commission cinese ha confermato che il coronavirus - un parente del microrganismo responsabile della Sars - si trasmette da uomo a uomo: lo scrive l'agenzia di stampa cinese Xinhua, che cita il capo del panel di studiosi, Zhong Nanshan. L'Oms (Organizzazione mondiale della sanità), finora silente, si muove e convoca per il 22 gennaio il Comitato di emergenza per valutare se l'infezione "rappresenti un'emergenza di salute pubblica di livello internazionale e quali raccomandazioni dovrebbero essere fatte per fronteggiarla". Intanto in forma cautelativa il Ministero della Salute italiano ha avviato controlli all'aeroporto romano di Fiumicino, che ha tre collegamenti diretti con Wuhan, città in cui è stato registrato il focoloaio infettivo. 

In particolare - riferiscono i media cinesi - sarebbero due i casi di contagio da persona a persona accertati nella provincia del Guangdong, nel sud della Cina. La notizia arriva nel giorno in cui la autorità sudcoreano confermano il decesso di una una donna cinese di 35 anni, in arrivo da Wuhan. E' la terza vittima del virus che provoca una malattia simile alla polmonite, con sintomi tra cui febbre e problemi respiratori. 

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Iss: contagio da uomo a uomo è possibile

Per il direttore il Dipartimento Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità Gianni Rezza "è verosimile che possa esserci stata una trasmissione interumana, da persona a persona, del coronavirus in Cina, anche se per ora è molto limitata". Le conoscenze "sono in rapida evoluzione - ha precisato Rezza - ed è necessaria cautela sulle future previsioni. Al momento non possiamo escludere la possibilità che il virus arrivi pure in Ue o Italia; l'importante è identificare e isolare i casi".

Controlli a Fiumicino 

Il ministero della Salute italiano prende misure precauzionali. In una nota si ricorda che "l'aeroporto di Fiumicino a 3 voli diretti con Wuhan, e numerosi voli non diretti. Come previsto dal Regolamento Sanitario Internazionale, all'aeroporto di Fiumicino è in vigore una procedura sanitaria per verificare l'eventuale presenza a bordo degli aerei provenienti da Wuhan di casi sospetti sintomatici e il loro eventuale trasferimento in bio-contenimento all'Istituto Spallanzani". Affisse locandine informative. 

Vittime e casi, i numeri in Cina

Intanto crescono i timori in Cina a pochi giorni dal Capodanno cinese, feste per la quale si prevedono maxi spostamenti in tutto il Paese. Il grosso dei nuovi casi riscontrati - 136 per la precisione - ha colpito sempre a Wuhan, nella Cina centrale, dove il virus ha fatto la sua prima comparsa, mentre altri due ammalati sono di Pechino - per la prima volta dalla diffusione del virus - e un altro a Shenzhen vicino al confine con Hong Kong. 

In tutto sono 217 i casi accertati di infezione dal coronavirus in Cina, riferisce l'agenzia Xinhua. Dei 224 casi registrati, 217 vengono confermati: oltre ai 198 di Wuhan, la città della Cina interna dove si è diffusa l'epidemia, ce ne sono altri cinque a Pechino, e 14 nella provincia sud-orientale del Guangdong. Gli altri sette casi sospetti in fase di verifica riguardano due persone nella provincia sud-occidentale del Sichuan, una persona nell'estrema provincia meridionale dello Yunnan, due casi a Shanghai, mentre gli ultimi due casi si sono verificati nelle province del Guangxi e dello Shandong, rispettivamente nel sud e nell'est del Paese. 

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Misterioso virus, il contagio si allarga

Il focolaio della misteriosa malattia polmonare, dunque, si allarga. Tutti e tre i pazienti di Pechino e Shenzhen erano comunque stati a Wuhan, dove si concentrano anche i tre decessi. Finora, secondo la Commissione sanitaria municipale della metropoli, 25 malati sono stati dimessi su un totale di 198 registrati da dicembre. 
Oltre che in Corea del Sud, l'infezione ha colpito anche in Thailandia e in Giappone, e desta sempre più preoccupazioni. Finora si sa che l'agente patogeno ritenuto responsabile della malattia respiratoria appartiene alla stessa famiglia della Sars (sindrome respiratoria acuta grave) e del Mers (sindrome respiratoria mediorientale). Ieri la National Health Commission ha precisato che gli scienziati non hanno ancora chiarito né la fonte del nuovo coronavirus né i meccanismi di trasmissione. Secondo le autorità, comunque, l'epidemia è stata finora confinata a Wuhan (centro), un agglomerato di circa 11 milioni di abitanti dove il virus misterioso è apparso il mese scorso.  

Cina: contrastiamo l'epidemia

La Cina rassicura di avere messo in atto misure per affrontare attivamente l'epidemia di polmonite virale e conferma "comunicazioni serrate" con i Paesi in cui si è manifestato. "La Cina ha adottato misure per affrontare l'epidemia", ha dichiarato oggi il portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino, Geng Shuang, che ha parlato di programmi di prevenzione e controllo, la cura dei pazienti e la gestione dei contatti stretti delle persone infettate. Il governo cinese, ha aggiunto "mantiene anche una serrata comunicazione" con i Paesi in cui si sono verificati casi accertati di persone infette dal virus, il Giappone e Thailandia e da ultimo la Corea del Sud, con il primo caso accertato. "In maniera responsabile, la Cina informerà tempestivamente sulla situazione l'Organizzazione Mondiale della Sanità, le pertinenti organizzazioni nazionali e regionali e manterrà una serrata comunicazione", ha concluso il portavoce.