Roma, 24 marzo 2021 - Una battaglia lunga un anno si è conclusa con l'abolizione della pena di morte. La Virginia, seconda solo al Texas per numero di esecuzioni, è diventato così il 23mo stato americano a farlo. Il governatore democratico Ralph Northam ha firmato la legislazione approvata al termine di una lunga battaglia politica, durata un anno, durante il quale i suoi compagni di partito hanno denunciato come la pena di morte sia stata applicata in maniera sproporzionata a gente di colore, con handicap mentali e di bassa estrazione sociale. La nuova maggioranza democratica alla Camera ed Senato della Virginia ha approvato la legge il mese scorso.

"Non c'è posto oggi per la pena di pena di morte in questa comunità, nel sud o in questa nazione", ha commentato il governatore Northam. Dal 1976, anno in cui è stata reintrodotta la pena di morte dalla Corte suprema, sono state giustiziate 113 persone, secondo il Death Penalty Information Center. Al momento due persone si trovavano nel braccio della morte: Anthony Juniper, condannato nel 2004 per aver ucciso l'ex fidanzata, i suoi due figli e il fratello, e Thomas Porter, condannato nel 2005 per l'uccisione di un poliziotto. Le loro condanne saranno commutate in ergastolo senza possibilità di libertà condizionata. 

La Virginia diventa così anche il primo stato del sud degli Stati Uniti ad abolire la pena di capitale. Il governatore ha ricordato la storia "lunga e complicata" del suo stato, ex segregazionista, in cui "il razzismo e le discriminazioni del nostro passato si ripetono oggi nel nostro sistema" giudiziario.