Vienna, 2 novembre 2020 - Attentato a Vienna. Quello che inizialmente sembrava un attacco alla sinagoga di Seitenstettengasse si è invece rivelata un'azione di terrorismo simultanea e coordinata in più punti, forse sei, della capitale austriaca. Il bilancio ufficiale (qui gli aggiornamenti del 3 novembre) parla finora di quattro morti - due uomini e due donne - e una quindicina di feriti. Ucciso anche uno dei terroristi che secondo il ministro dell'Interno austriaco era "un simpatizzante dell'Isis" e che avrebbe indossato una cintura esplosiva. Un poliziotto è rimasto ferito in uno scontro a fuoco con un attentatore ed è stato sottoposto ad intervento chirurgico. Secondo il direttore generale per la pubblica sicurezza, Franz Ruf, proseguono i controlli serrati a Vienna, che sono anche stati estesi ai confini austriaci. 

"Erano le 20 e sono stati segnalati colpi di arma da fuoco. Macchine della polizia si sono recate sul posto. Poi contemporaneamente in altri punti della città ci sono stati altri attacchi, non si è ancora capito come è avvenuto il tutto. Una persona è stata uccisa ed altre sono ferite e ricoverati in ospedale". Così il ministro dell'Interno austriaco, Karl Nehammer, ha ricostruito in conferenza stampa i primi momenti dell'attacco terroristico.  Nehammer ha spiegato che ora le priorità sono due: cercare di fare in modo che le persone "possano a un certo punto lasciare i luoghi dove si sono rifugiate" e rintracciare l'altro attentatore. "Sappiamo che uno dei terroristi è stato ucciso ma non possiamo dire nulla di più, non possiamo ancora prevedere nulla". Il ministro a fatto sapere che alle 6 di mattina informeranno sugli sviluppi e ha aggiunto che oggi, 3 novembre, le scuole saranno chiuse: "Tenete i figli a casa". 

Intanto, il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha comunicato che gli attentatori erano "ben armati" e che "l'attacco era stato preparato in modo molto professionale", sottolineando che il pericolo non è stato ancora completamente scongiurato: l'operazione di polizia è tuttora in corso. Nei video che sono circolati sui social si vedono i killer sparare alla gente, a caso, lungo le strade. E il sindaco di Vienna ha confermato: hanno colpito nei locali, senza un ordine preciso. Il centro era pieno di persone che, evidentemente, cercavano di sfruttare l'ultima serata 'libera' prima del lockdown anti Covid che è scattato a mezzanotte. 

Karl Nehammer, Gerhard Purstl e Franz Ruf (Ansa)

Le notizie

Scene di guerra in centro di Vienna. L'attentato sarebbe iniziato con diversi colpi d'arma da fuoco esplosi vicino a Schwedenplatz, nei pressi della sinagoga, vicino dell'hotel Hilton e nel parco cittadino, Stadtphk. Testimoni hanno riferito che gli assalitori a Schwedenplatz non sparavano contro la sinagoga, ma miravano a persone "a caso" sedute in un giardino di un pub. Immediato il massiccio l'intervento della polizia austriaca, in azione le forze speciali Vega e Cobra. Gli agenti hanno fatto sdraiare per terra i passanti davanti al teatro dell'opera per perquisirli. 

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La maggior parte del centro della città è in stato di lockdown. Circondata dalle forze speciali la stazione della metropolitana di Schottenring e i grandi magazzini Gerngross, nel quartiere Mariahilf. Il ministero degli Interni ha comunicato che il pericolo non è scampato perchè uno dei killer è stato ucciso dalla polizia mentre un altro è ancora in fuga. Quindi ha confermato: è un attentato e non è finito e ancora non si conosce il numero esatto degli uomini che stanno seminando terrore a Vienna. L'appello dalle autorità a tutta la popolazione è di "restate in casa". La comunità israelita ha intimato ai cittadini di religione ebraica di non abbandonare la propria abitazione: agli uomini è stato chiesto di rimuovere la kippah, il tipico copricapo ebraico.

L'attacco, secondo quanto riporta il Site, sarebbe mosso da gruppi jhadisti e farebbe parte del "conto" per la partecipazione austriaca alla coalizione anti Isis guidata dagli Usa, ma finora non c'è alcuna rivendicazione. La situazione è infatti ancora molto confusa, lo scenario cambia di minuto in minuto. 

Nehammer, Kurz e Bellen

Quella in atto è una "situazione molto difficile" e "dobbiamo rimanere uniti". Lo ha detto il ministro del'Interno austriaco, Karl Nehammer, riferendo quanto accaduto nella notte a Vienna. "È il giorno più duro per l'Austria da molti anni", ha detto Nehammer in una conferenza stampa al ministero dell'Interno.

"Stiamo attraversando ore difficili della nostra repubblica. Vorrei ringraziare tutti i servizi di emergenza che oggi rischiano la vita, soprattutto per la nostra sicurezza. La nostra polizia prenderà misure decise contro gli autori di questo vile attacco terroristico". Questa la prima reazione del cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, alla crisi in corso a Vienna.

"Difenderemo la nostra libertà e la nostra democrazia insieme e risolutamente con tutti i mezzi. Sono in contatto con il governo federale e ringrazio a nome della Repubblica per le dichiarazioni di sostegno dei capi di Stato e di governo internazionali". Lo scrive su Twitter il presidente austriaco, Alexander van der Bellen. "Siamo tutti profondamente colpiti dal presunto attacco terroristico nel centro di Vienna. I nostri pensieri e la nostra compassione vanno alle vittime, ai feriti e alle loro famiglie", aggiunge. "Vorrei ringraziare tutta la polizia, i soccorritori e le forze armate che si sono impegnati a proteggere la nostra democrazia e la nostra libertà. Il nostro sostegno va ai cittadini che devono ancora resistere nell'incerta situazione del centro citta'", conclude.

Macron, Conte e la Ue

Tra i primi a esprimere solidarietà alla popolazione austriaca il presidente francese, Emmanuel Macron. "Noi francesi condividiamo lo choc e il dolore del popolo austriaco colpito questa sera da un attentato nel cuore della sua capitale, Vienna", ha scritto su Twitter il numero uno dell'Eliseo. "Dopo la Francia, un paese amico viene attaccato", ha aggiunto. "Questa è la nostra Europa. I nostri nemici devono sapere con chi hanno a che fare. Non ci arrenderemo", ha concluso Macron. Mentre il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha parlato di "atto codardo che viola la vita e i nostri valori umani. I miei pensieri sono con le vittime e la gente di Vienna sulla scia dell'orribile attacco di stasera. Siamo con l'Austria". Il premier italiano Giuseppe Conte ha espresso una "ferma condanna" per i fatti di Vienna. "Non c'è spazio per l'odio e la violenza nella nostra casa comune europea. Vicinanza al popolo austriaco, ai familiari delle vittime e ai feriti", ha scritto su Twitter. 

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