Roma, 31 maggio 2021 - La variante indiana del Covid fa nuovamente alzare il livello di attenzione in Gran Bretagna. Ci sono segnali che il Regno Unito sia entrato nelle prime fasi di una terza ondata: è questo l'allarme lanciato dal professor Ravi Gupta, esperto dell'Università di Cambridge, che ha informato il governo sui rischi di una recrudescenza dei contagi. Sebbene i nuovi casi siano ancora "relativamente bassi", la variante indiana ha causato "una crescita esponenziale", ha avvertito Gupta, citato dalla Bbc. L'esperto ha ipotizzato che la fine delle restrizioni contro il Covid in Inghilterra, prevista per il 21 giugno, possa essere posticipata. E lo stesso segretario all'Ambiente George Eustice ha affermato che il governo non può escludere una simile ipotesi. Ieri, il Regno Unito ha riportato oltre 3.000 nuove infezioni da Covid per il quinto giorno consecutivo. La Gran Bretagna non superava quel numero dal 12 aprile scorso.

Covid Italia: il bollettino Coronavirus del 31 maggio con i contagi dalle regioni

In Vietnam intanto si tenta invece di arginare la diffusione della nuova variante 'ibrida', un mix tra quella inglese e quella indiana. Le autorità hanno deciso di sottoporre l'intera popolazione Ho Chi Minh City (13 milioni di abitanti) ai test per il Coronavirus, oltre ad introdurre ulteriori misure di distanziamento sociale. Nei giorni scorsi li governo vietnamita ha messo in guardia sulla comparsa di una nuova variante che risulta "molto pericolosa". Fino ad ora il paese asiatico è stato in grado di contenere la pandemia, contando in tutto poco più di 7.000 casi e 47 decessi, ma all'ultima impennata di contagi si attribuisce oltre la metà del totale di casi registrati. Le autorità sanitarie hanno quindi fissato l'obiettivo di raccogliere 100mila campioni al giorno nelle prossime settimane, con priorità verso le persone più deboli e a maggior rischio contagio. L'annuncio di questo nuovo controllo di massa coincide con l'imposizione di alcune severe restrizioni in tutta la città, che variano di zona in zona, con la chiusura di ristoranti, bar, parrucchieri, centri massaggi e altre attività ricreative. Il Vietnam ha deciso inoltre di sospendere l'arrivo dei voli internazionali nella capitale Hanoi.