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23 mag 2022
23 mag 2022

Vaiolo delle scimmie, Ecdc: "Diffusione bassa, i più a rischio donne incinte e bambini"

Virus sequenziato in Portogallo. Regno Unito: "Periodo di isolamento di 21 giorni per i contatti stretti". Spagna: "Possibile legame con maxi-evento alle Canarie"

23 mag 2022
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Sequenziamento del DNA (Archivio)
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Sequenziamento del DNA (Archivio)

Roma, 23 maggio 2022 - Ad oggi, sono 17 i paesi che riportano casi confermati o sospetti di vaiolo delle scimmie, tra cui l'Italia, dove il numero totale dei pazienti è salito a quattro: l'ultimo caso riscontrato è un uomo di Arezzo, tornato recentemente dalle Canarie. Le autorità sanitarie stanno facendo verifiche in tutto il mondo per capire meglio le cause della comparsa e diffusione di questo virus. Ecco le ultime notizie dall'estero. 

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Ecdc su diffusione e rischi

E' stata presentata la nuova valutazione dei rischi del Centro europeo per la prevenzione e per il controllo delle malattie (Ecdc). "Tra il 15 e il 23 maggio, sono stati segnalati in totale 67 casi di vaiolo delle scimmie in 9 Stati Ue: Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia", si legge nella nota di presentazione. "Se si verifica la trasmissione da uomo ad animale e il virus si diffonde in una popolazione animale, c'è il rischio che la malattia diventi endemica in Europa", avvertono gli studiosi del centro. L'Ecdc raccomanda di concentrarsi sulla tempestiva identificazione, gestione, tracciamento dei contatti e segnalazione di nuovi casi. "I Paesi dovrebbero anche aggiornare i loro meccanismi di tracciamento dei contatti, la capacità diagnostica per gli orthopoxvirus e rivedere la disponibilità di vaccini contro il vaiolo, antivirali e dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari", ha precisato. Per quanto riguarda il vaccino, secondo l'Ecdc, se viene somministrato entro i primi quattro giorni dall'esposizione a un caso confermato può avere un effetto protettivo significativo

La maggior parte dei casi attuali di vaiolo delle scimmie in Europa "si è presentata con sintomi di malattia lievi e, per la popolazione più ampia, la probabilità di diffusione è molto bassa", ha sottolineato Andrea Ammon, direttrice dell'Ecdc. "Tuttavia, la probabilità di un'ulteriore diffusione del virus attraverso uno stretto contatto, ad esempio durante le attività sessuali tra persone con più partner, è considerata alta", aggiunge. 

Le categorie più a rischio per sviluppare una forma grave della malattia sono le persone immunodepresse, i bambini piccoli e le donne in gravidanza. Per stimare il livello di morbilità e mortalità, però, sono necessarie ulteriori indagini. Il centro europeo raccomanda poi ai contagiati "di astenersi dall'attività sessuale e da uno stretto contatto fisico fino alla guarigione del rash cutaneo". Inoltre le "persone infette dovrebbero rimanere isolate fino alla caduta delle croste" che si creano a seguito dell'eruzione cutanea causata dalla malattia, "e in particolare dovrebbero evitare contatti ravvicinati con persone immunosoppresse e animali domestici". 

La commissaria Ue alla Salute, Stella Kyriakides, ha riferito che "il comitato per la sicurezza sanitaria dell'Ue discuterà domani del vaiolo delle scimmie e le autorità di risposta e preparazione alle emergenze sanitarie, Hera, l'Ecdc e l'Ema stanno lavorando a stretto contatto per garantire che le informazioni sulla situazione epidemiologica e la disponibilità di vaccini e trattamenti siano assicurate". 

Portogallo: sequenziato il virus

Dal Portogallo arriva la prima sequenza del vaiolo delle scimmie: è stata ottenuta da un gruppo di ricerca a Lisbona, guidato da João Paulo Gomes del National Institute of Health. Il virus sembra molto simile a quello che aveva causato dei casi sporadici in vari paesi tra cui la Gran Bretagna, Singapore e Israele nel 2018-19. Nel 2018 sono stati rilevati tre casi nel Regno Unito, importati dalla Nigeria: il 'paziente zero' aveva viaggiato nel paese africano, poi ritornato a casa ha infettato altri due membri della sua famiglia. Quattro anni fa la storia è finita così, con un totale di tre infezioni, tutte in una famiglia; oggi la situazione sembra diversa. Infatti, non è chiaro se il virus del 2022 abbia delle differenze che lo rendano più trasmissibile negli esseri umani, il che spiegherebbe perché l'attuale focolaio è di gran lunga il più grande visto al di fuori dell'Africa. Secondo Gustavo Palacios della Icahn School of Medicine at Mount Sinai di New York la bozza della sequenza del team portoghese ha troppe lacune per trarre conclusioni definitive. E' in corso il sequenzionamento anche di altri campioni in diversi laboratori nel mondo, per esempio in Belgio, il che potrebbe darci più risposte. Il genoma del vaiolo delle scimmie è molto complesso da studiare, perché è composto da circa 200.000 lettere di DNA contro le 30.000 lettere di RNA del Coronavirus. 

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Spagna, possibile legame tra maxi-evento e sauna 

Intanto in Spagna si studia un possibile legame tra un maxi-evento sulle Isole Canarie e i contagi riscontrati. L'evento in questione si è tenuto nella località di Maspalomas tra il 5 e il 15 maggio e ha coinvolto migliaia di persone. Tre casi accertati su quattro in Italia, infatti, sono provenienti dalle Canarie. A Madrid, invece, potrebbe essere una sauna che collega gran parte dei casi rilevati nei giorni scorsi. Le autorità stanno verificando se ci sono eventuali legami tra la festa di Maspalomas e la sauna di Madrid. 

Regno Unito, possibile contagiosità fino a 4 settimane

Nel Regno Unito, secondo le nuove indicazioni ufficiali dell'Agenzia per la sicurezza sanitaria, è raccomandato un periodo di isolamento di 21 giorni per chi ha avuto contatti stretti con casi confermati di vaiolo delle scimmie. In via precauzionale, si consiglia anche di fornire i propri dettagli per il tracciamento e rinviare viaggi, oltre a evitare contatti con soggetti a rischio come persone immunodepresse, donne in gravidanza e bambini di età inferiore a 12 anni. 
Secondo un'intervista con due esperti pubblicata dal quotidiano britannico Daily Mail, i pazienti di vaiolo delle scimmie potrebbero trasmettere la malattia fino a quattro settimane dopo la comparsa dei sintomi. Nell'articolo il dottor Amesh Adalja, studioso di malattie infettive presso la Johns Hopkins University, ha spiegato che i pazienti sono contagiosi finché hanno lesioni cutanee attive. Il dottor Michael Head, della Southampton University in Inghilterra, è d'accordo con Adalja. "Sulla base di precedenti focolai di vaiolo delle scimmie e delle indicazioni delle autorità sanitarie britanniche e dell'Oms, il periodo infettivo può essere assimilato al periodo di tempo in cui sono presenti l'eruzione cutanea e le vesciche. Questo significa due settimane o più", ha confermato. 

Germania, molti contagiati ma niente quarantena

Ci sono molti casi di vaiolo delle scimmie anche in Germania, dove i contagiati "vengono isolati, anche se per ora non è ancora prevista una quarantena". È quello che ha spiegato un portavoce del ministero della Salute tedesco. Il portavoce ha sottolineato che in Germania si è in una fase di valutazione della patologia e che ci sono contatti con gli altri paesi e gli esperti dell'Oms per uno scambio sugli sviluppi della situazione. "Al momento si stima che il rischio di un contagio di ampia portata della popolazione sia esiguo", ha aggiunto, sottolineando che la malattia "sembra diffondersi per lo più nel caso di rapporti sessuali fra partner di sesso maschile". 

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Biden: "Gli Usa non imporranno la quarantena"

Il presidente americano Joe Biden, in una conferenza stampa ha dichiarato che non si aspetta che gli Stati Uniti impongano requisiti di quarantena per le persone infettate o esposte al vaiolo delle scimmie, ma ha esortato gli americani a "fare attenzione" poiché il virus circola ampiamente. A Biden è stato chiesto se intendeva emulare il Belgio, che ha richiesto alle persone infettate dal vaiolo delle scimmie di mettersi in quarantena per 21 giorni. Alla domanda se il governo avesse scorte sufficienti di vaccino contro il vaiolo, il presidente ha affermato di ritenere che ce ne siano "abbastanza per affrontare la probabilità del problema". 

 

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