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Vaiolo delle scimmie, primo focolaio nel Regno Unito

Londra, infezione simile al vaiolo umano ma meno contagiosa. Un militare ha contratto il virus in Nigeria e si è ammalato una volta arrivato in Europa

Ultimo aggiornamento il 10 settembre 2018 alle 17:09
Laboratorio malattie infettive (Ansa)

Londra, 10 settembre 2018 - Un focolaio di vaiolo delle scimmie, virus simile al vaiolo umano ma meno contagioso, è stato segnalato per la prima volta nel Regno Unito. Nel dare la notizia, i media inglesi hanno precisato che un ufficiale in servizio in una base della Cornovaglia, rientrato da un viaggio in Africa, è stato ricoverato in ospedale. L'infezione è stata diagnosticata dopo che il militare si era imbarcato in Nigeria, dove si ritiene che abbia contratto il virus. Attualmente è degente nel reparto malattie infettive del Royal Free Hospital di Londra.

Le autorità stanno contattando tutti i passeggeri che hanno viaggiato con lui per sottoporli a controlli precauzionali. Il virus del vaiolo delle scimmie è stato individuato per la prima volta in Congo nel 1970. Si parla di epidemia, ha precisato Gianni Rezza, infettivologo dell'Istituto superiore di Sanità, ma il focolaio viene presto circoscritto. La malattia, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, è veicolata attraverso ratti, roditori vari o per consumo di carne esposta all'agente infettivo.

Sintomi iniziali: febbre, dolori muscolari e alla schiena, mal di testa, brividi, linfonodi gonfi, spossatezza, attacchi di vomito, anche a distanza di settimane. Sono una cinquantina i soggetti sotto osservazione considerati a rischio contagio. Non esiste vaccino per questa affezione, provocata dal Monkeypox virus.

La rara malattia virale sarebbe stata riscontrata sabato scorso. Secondo le autorità sanitarie inglesi, questo episodio di vaiolo delle scimmie dovrebbe esaurirsi in quanto non si trasmette facilmente, e la maggior parte delle persone che entrano in contatto con il virus riesce a riprendersi in poche settimane, ma nel 2 per cento dei casi può evolvere in maniera severa. Superata la fase acuta si manifesta un rush cutaneo, con bolle che compaiono inizialmente sul viso, prima di propagarsi sul resto del corpo.

Non esiste un trattamento specifico per il vaiolo delle scimmie. E’ stato riferito che in Africa il rischio di contrarre il vaiolo delle scimmie si riduce nelle persone precedentemente vaccinate per il vaiolo. E’ in corso di valutazione il ruolo potenziale del vaccino per il vaiolo nei pazienti esposti al vaiolo delle scimmie. Si stanno anche valutando farmaci antivirali, come il cidofovir, per il trattamento. 

Le persone possono contrarre il vaiolo delle scimmie attraverso un morso o il contatto diretto con sangue, liquidi organici o lesioni di un animale infetto. La malattia potrebbe anche diffondersi da uomo a uomo, tuttavia, come dicevamo, è meno contagiosa del vaiolo umano.

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