Canberra, 7 settembre 2021 - Quello che più inquieta di questa storia a lieto fine, perché c’è sempre qualcosa che rimane di insoluto anche nelle favole, è che non sapremo mai dalle parole di Anthony che cosa gli è accaduto e che cosa ha provato nei quattro giorni in cui tutto il Nuovo Galles del Sud lo cercava e lui era, non si sa se tranquillamente, in una zona selvaggia della enorme proprietà di famiglia. Anthony ’AJ’ Elfalak ha tre anni ed è autistico. La più evidente menomazione del suo stato di salute è che non parla. È un bambino vispo ed è dotato di uno...

Canberra, 7 settembre 2021 - Quello che più inquieta di questa storia a lieto fine, perché c’è sempre qualcosa che rimane di insoluto anche nelle favole, è che non sapremo mai dalle parole di Anthony che cosa gli è accaduto e che cosa ha provato nei quattro giorni in cui tutto il Nuovo Galles del Sud lo cercava e lui era, non si sa se tranquillamente, in una zona selvaggia della enorme proprietà di famiglia. Anthony ’AJ’ Elfalak ha tre anni ed è autistico. La più evidente menomazione del suo stato di salute è che non parla. È un bambino vispo ed è dotato di uno sguardo intelligente, come la maggior parte di chi soffre della sindrome di Asperger, ma non può comunicare se non a gesti. Ma è amato come e più dei fratelli dai genitori, proprietari terrieri di una località che si chiama Putty, 150 chilometri a nord ovest di Sydney. La famiglia Elfalak ha abbastanza soldi e così il padre aveva subito denunciato "un rapimento a fini di estorsione".

Le ricerche sono iniziate venerdì sera. AJ stava giocando con la madre e i fratelli nella tenuta di famiglia quando a un tratto si è allontanato. La madre distratta si è accorta dell’accaduto poco dopo e ha dato l’allarme. Si sono alzati in volo, in questi quattro giorni, anche gli elicotteri e la polizia del Nuovo Galles del Sud, aiutata da un centinaio di volontari divisi in gruppi, ha cominciato a cercare Anthony mentre il telefono di casa taceva: nessuna richiesta di riscatto, perché, nonostante le reiterate denunce del padre, non c’era stato nessun rapimento. Proprio dal cielo ieri il bambino è stato avvistato vicino a un corso d’acqua nella zona più incolta e lontana da casa della fattoria; stava abbeverandosi quando i soccorritori lo hanno raggiunto. Ha sorriso, ma non ha profferito verbo. Aveva dei graffi alle gambe, forse morsi di formiche rosse, ed era inzuppato d’acqua. È stato subito affidato ai medici che lo hanno comunque trovato in un buono stato di salute. Quando il padre lo ha riabbracciato ha gridato al "miracolo", ma forse si è anche commosso per avere risparmiato i soldi dell’ipotetico riscatto. Magari AJ ha intuito la paura del madre e l’ha stretta a sé. Lei e i fratelli hanno pianto a dirotto.

In questi pochi giorni il caso di Anthony aveva coinvolto emotivamente tutta l’Australia tanto che perfino il primo ministro, Scott Morrison, si è detto "felice di sapere che AJ è sano e salvo". Alla fattoria di Putty sono giunte le troupe televisive da tutto il Paese. Anthony è un eroe, peccato sia muto e non ideale per i talk show. Nella sterminata Australia delle grandi praterie e montagne, la vicenda ha avuto l’eco che ebbe il film che rivelò Peter Weir, Picnic ad Hanging Rock (1975); lì a sparire erano adolescenti e adulti, ma è pur sempre vero, sia per AJ sia per Miranda, la protagonista del film, che "c’è un tempo e un luogo perché qualsiasi cosa abbia principio e fine...".