Roma, 15 gennaio 2021 - Pfizer diminuisce le consegne del vaccino anti-Covid in Europa per lavorare sul miglioramento della capacità di produzione. Il laboratorio americano dell'azienda ha spiegato che, a partire dalla prossima settimana, si registrerà un calo nelle consegne dei vaccini anti-Covid in tutti i paesi europei, in attesa di migliorare le proprie capacità di produzione. Una notizia resa nota per prima dall'Istituto norvegese di sanità pubblica e il governo tedesco ha confermato che le consegne di vaccini Pfizer nell'Ue subiranno un rallentamento, per un periodo che Berlino quantifica in "3-4 settimane". "Pfizer sta lavorando duramente per fornire più dosi di quanto inizialmente previsto con un nuovo obiettivo dichiarato di 2 miliardi di dosi nel 2021", ha giustificato il gruppo in un messaggio inviato all'Afp. Le modifiche da apportare alla struttura di produzione "richiedono ulteriori approvazioni normative" e pertanto potrebbero esserci "fluttuazioni nei programmi di ordini e consegne nello stabilimento belga di Puurs".

"Non appena ho saputo del ritardo nella produzione di Pfizer, ho chiamato l'amministratore delegato, che mi ha rassicurato che tutte le dosi previste per l'Ue saranno consegnate nel primo trimestre", ha dichiarato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.

Ma in Italia, il commissario straordinario per l'emergenza, Domenico Arcuri, ha commentato "la gravità della comunicazione", chiedendo "l'immediato ripristino delle quantità da distribuire nel nostro Paese" e "riservandosi, in assenza di risposte, ogni eventuale azione conseguente in tutte le sedi". 

"La Pfizer ha comunicato unilateralmente che a partire da lunedì consegnerà al nostro Paese circa il 29 per cento di fiale di vaccino in meno rispetto alla pianificazione che aveva condiviso con gli uffici del Commissario", ha spiegato Arcuri. "Non solo: ha unilateralmente deciso in quali centri di somministrazione del nostro Paese ridurrà le fiale inviate e in quale misura. Analoga comunicazione è pervenuta a tutti i Paesi della Ue. La Pfizer ha altresì annunciato che non può prevedere se queste minori forniture proseguiranno anche nelle prossime settimane, né tantomeno in che misura". 

"L'ipotesi di iniziare la somministrazione del vaccino agli 'over 80' - ha aggiunto Arcuri -, di provvedere alla seconda dose per il personale sanitario e socio sanitario e per gli ospiti delle Rsa, senza la totalità delle dosi necessarie porta quindi un grave nocumento al suo proseguimento. E penalizzare l'Italia è assai più grave, considerando lo sforzo sinora profuso da tutte le Regioni per accelerare l'andamento delle somministrazioni". 

Intanto, in Italia sono in esaurimento in diverse regioni le dosi a disposizione dei vari ospedali per le prime somministrazioni del vaccino Pfizer e, per i richiami già programmati. Attualmente si utilizza la riserva del 30%. Se sarà necessario - riferiscono alcuni medici - saranno utilizzati per il richiamo anche i recenti arrivi delle fiale di Moderna, compatibili con Pfizer.

L’etica dei vaccini e i dubbi generazionali

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