Londra, 9 dicembre 2020 - La Gran Bretagna è stata la battistrada europea nella vaccinazione anti-Covid, ma oggi da Londra arriva una notizia importante: l'autorità nazionale di controllo sui farmaci (Mhra) ha infatti raccomandato di non sottoporre a vaccinazione anti-Covid chi abbia alle spalle una storia di  "significative" reazioni allergiche. L'indicazione è arrivata dopo che due delle centinaia di persone a cui è stato somministrato il vaccino Pfizer/Biontech nel Regno Unito - primo Paese ad aver dato il via ieri alla distribuzione pubblica, dopo il via libera dato nei giorni scorsi dalla stessa Mhra - hanno avuto reazioni allergiche.

Il bollettino Covid Italia del 9 dicembre

Chi sono i primi vaccinati in Inghilterra

Le persone colpite da reazioni allergica nella prima giornata di vaccinazione sono due operatori sanitari di case di cura e ricovero vaccinati nella prima categoria di priorità assieme a un contingente iniziale di degenti ultraottantenni di queste strutture, ha poi confermato il servizio sanitario nazionale dell'Inghilterra (Nhs England). Tutti gli ospedali coinvolti nella distribuzione del vaccino Pfizer sono stati avvertiti dell'accaduto e informati della raccomandazione della Mhra di evitare la somministrazione a chi abbia avuto in passato episodi seri di allergia.

Covid, Rasi: "Vaccino protegge per 6 mesi, forse più di un anno"

"Misure standard"

Si tratta di procedure standard, ha sottolineato il professor Stephen Powis, direttore medico dell'Nhs in Inghilterra osservando come sia "comune che la Mhra suggerisca cautele in caso di nuovi vaccini per le persone con una storia significativa di allergie". Powis ha inoltre assicurato che i due sanitari dell'Nhs andati incontro ieri a reazioni di questo tipo dopo la vaccinazione anti Covid non sono in gravi condizioni e "stanno entrambi riprendendosi bene".

AstraZeneca, efficacia al 90% con mezza dose

Intanto si apprende che il vaccino AZD1222, sviluppato da AstraZeneca e dall'Università di Oxford, ha mostrato di avere un'efficacia del 62,1% se somministrato in due dosi intere, e del 90% nei volontari che hanno ricevuto mezza dose seguita da una dose intera. È quanto emerge dall'analisi provvisoria degli studi di fase III, pubblicata sulla rivista Lancet.