Operatore al lavoro sul vaccino anti Covid (Ansa)
Operatore al lavoro sul vaccino anti Covid (Ansa)

Londra, 26 novembre  2020 - Improvvisa frenata sul candidato vaccino anti Coronavirus elaborato dall'università di Oxford, in collaborazione fra gli altri con Astrazeneca e l'Irbm di Pomezia. La doccia fredda giunge per voce di Pascal Soriot, ad e numero uno di AstraZeneca, società farmaceutica partner del progetto. Il farmaco richiede studi "supplementari", ammette Soriot in un'intervista a Bloomberg. Pochi giorni fa la pubblicazione dei primi risultati sulla sperimentazione che indicavano un'efficacia del prototipo compresa fra il 62 e il 90% a seconda dei tipi di dosaggio (70% medio circa). La comunità scientifica internazionale aveva sollevato subito dubbi attorno ad alcuni dati, avanzando richiesta di chiarimenti.

Il capo del colosso farmaceutico britannico ha ammesso oggi che sono necessarie ulteriori ricerche sul proprio vaccino Covid-19. Nel mirino ci sarebbe la madalità di somministrazione dei test clinici. Ora che abbiamo trovato quella che sembra una migliore efficacia, dobbiamo convalidarlo, quindi dobbiamo fare uno studio ulteriore", ha detto Soriot, a Bloomberg in un'intervista.

In uno studio pubblicato sul server di prestampa arXiv, gli esperti dell'Universita di Napoli Federico II e del Centre national de la recherche scientifique (CNRS) hanno ipotizzato che, in assenza di vaccino, la terza ondata di Covid potrebbe arrivare in Italia a luglio 2021. La ricerca ha analizzato e 'modellato' la diffusione del virus secondo sistemi matematici.