Roma, 6 maggio 2021 - "Stiamo vaccinando 30 europei al secondo" e "tre milioni al giorno". Numeri per portano Ursula Von der Leyen a definire la "nostra campagna di vaccinazione" "un successo". "Mi ricordo bene l'inizio della pandemia e l'appello dell'Italia all'Europa - rammenta la presidente della Commissione europea, nel discorso sullo stato dell'Unione -. Gli italiani chiesero la solidarietà ed il coordinamento dell'Europa. L'Italia aveva ragione. l'Europa doveva intervenire. E questo è quello che abbiamo fatto". E tornando ai numeri "ad oggi 200 milioni di vaccini sono stati distribuiti nell'Ue - spiega -. Sono abbastanza per vaccinare almeno la metà della popolazione adulta europea almeno una volta. Nè Cina o Russia, si avvicinano minimamente".

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E aggiunge: "Qualcuno potrebbe dire che Paesi come gli Stati Uniti e il Regno Unito sono stati più veloci all'inizio" sulle vaccinazioni. "Ma io dico: l'Europa ha ottenuto" il suo successo, "rimanendo aperta al mondo. Mentre altri tengono per sé la produzione di vaccini, l'Europa è il principale esportatore di vaccini a livello mondiale. Finora, più di 200 milioni di dosi di vaccini prodotti in Europa sono state spedite nel resto del mondo". "Per essere chiari - rimarca - , l'Europa è l'unica regione democratica al mondo che esporta vaccini su larga scala". Nella situazione ancora attuale, per affrontare la crisi "l'Ue è pronta a discutere qualsiasi proposta", spiega ancora Ursula Von der Leyen, "in modo efficace e pragmatico. Questo è il motivo per cui siamo pronti a discutere di come la proposta degli Stati Uniti per una deroga alla protezione della proprietà intellettuale" dei brevetti "per i vaccini Covid potrebbe aiutare a raggiungere tale obiettivo". 

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La presidente della Commissione ha poi citato don Lorenzo Milani: "A pochi chilometri da Firenze c'è un paesino, Barbiana, dove don Lorenzo Milani sul muro della scuola scrisse in inglese 'I care'. Lui disse agli studenti che quelle erano le due parole più importanti da imparare. 'I care' significa assumere responsabilità. Gli europei hanno dimostrato con le loro azioni cosa significa. Questo deve essere il motto dell'Europa. 'We care'". E conclude spiegando i prossimi passi, a partire dal 21 maggio "con Draghi a Roma": "Ospiteremo il vertice sulla Salute. Dobbiamo muoverci da soluzioni ad hoc sulla pandemia ad un sistema che funzioni per tutto" il mondo. "Vogliamo discutere di cooperazione internazionali. Il nostro rinascimento sulla Salute inizia a Roma".

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