5 nov 2014

VOTO USA / Referendum, anche Oregon e Washington dicono sì alla marijuana 'ricreativa'

I quesiti sono 147, e si va dalla legalizzazione delle marijuana alla caccia all'orso alla protezione del salmone selvatico, passando per il salario minimo garantito e la tassa sulle bevande gassate dolci

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Nov. 4, 2014 - Portland, Oregon, US - Leah Maurer of Portland, Oregon raises a sign and cheers along with supporters of Oregon Measure 91 as they gather at a post election vote count party in Portland, OR. and celebrate as the vote to legalize recreational marijuana wins handily. The measure would regulate, tax and legalize marijuana for adults 21 and older. Zuma press/LaPresse Only Italy

WASHINGTON, 5 novembre 2014 - Insieme all'elezione del congresso, gli americani sono stati chiamati a esprimersi anche su 147 referendum. Le materie sono le più disparate, dalla legalizzazione delle marijuana alla caccia all'orso alla protezione del salmone selvatico, passando per il salario minimo garantito, l'aborto e la tassa sulle bevande gassate dolci. Vediamo i primi risultati.

MARIJUANA - Molto diversificato il voto degli americani sulla cannabis. La capitale americana, Washington Dc, dice sì alla legalizzazione della marijuana. La misurà è stata approvata con il 67% dei voti a favore e prevede che i cittadini possano avere con sè fino a 57 grammi di marijuana e coltivare sei piante senza rischiare di essere perseguiti.

La Florida invece dice no anche alla legalizzazione della marijuana per uso terapeutico. L'emendamento non ha ottenuto il 60% dei voti necessari per essere approvato. Si è trattato però di un voto di misura, con la legalizzazione che ha ottenuto il 57% dei voti.
 E intanto l'Oregon diventa il terzo stato americano a legalizzare la marijuana a uso ricreativo. Gli elettori si sono espressi favorevolmente alla legalizzazione dopo aver respinto una misura misura simile nel 2012. Con il sì l'Oregon diventa il terzo stato americano a legalizzare la marijuana a uso ricreativo con Colorado e Washington.

BIBITE GASSATE - Dove ha fallito l'ex sindaco di New York, Michael Bllomberg, hanno trionfato in California quanti hanno proposto un referendum per tassare le bibite gassate contenenti zucchero. A San Francisco e a Berkeley sara' imposta una tassa di un centesimo per ogni centilitro (0,1 litri) di Coca-Cola, Fanta, Sprite e tutte le bevande contenenti zucchero vendute. L'obiettivo del referendum è bloccare l'epidemia di obesità nello Stato.

INSEGNANTI - In Missouri vittoria degli insegnanti: gli elettori hanno bocciato una misura fortemente contrastata dai sindacati dei professori, che avrebbe legato salari e posto di lavoro degli insegnanti alle performance dei loro studenti. Nello Stato di Washington, inoltre i sindacati degli insegnanti hanno sostenuto un'iniziativa che ridurrebbe le dimensioni delle classi e aumenterebbe lo staff di supporto nelle scuole primarie e secondarie: secondo gli esperti, questa misura costerebbe allo Stato circa 2 miliardi di dollari all'anno, necessari a pagare migliaia di insegnanti e membri di staff scolastico in più. 

DROGA E FURTI. Gli elettori della California hanno deciso di ridurre le pene per reati non gravi legati a droga e i cosiddetti reati di proprietà. Fra questi taccheggio, contraffazione, piccoli furti e frode. Il provvedimento consentirà di risparmiare centinaia di milioni di dollari all'anno per le spese nelle prigioni, denaro che potrà essere investito in programmi scolastici, servizi alle vittime e cure per persone con problemi di salute mentale o dipendenti da droga. 

OGM - Gli elettori del Colorado hanno respinto la misura che avrebbe richiesto l'etichettatura di alcuni cibi geneticamente modificati. La proposta si sarebbe dovuta applicare sia a cibi crudi che confezionati prodotti interamente o parzialmente da ingegneri genetici, ma non ai cibi serviti nei ristoranti. Per un'iniziativa analoga si è votato anche in Oregon, ma i risultati in questo Stato non sono ancora disponibili. Chi contrastava la proposta, fra cui società alimentari e ditte di biotecnologie, ha sostenuto che le etichette obbligatorie avrebbero tratto in inganno i consumatori, facendo pensare loro che gli ingredienti ogm non sono sicuri, cosa che non è provato dagli scienziati. 

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