L'uragano Dorian visto dal satellite (Ansa)
L'uragano Dorian visto dal satellite (Ansa)

New York, 31 agosto 2019 – L’uragano Dorian, diventato un categoria 4 su una scala di 5, si fa sempre più pericoloso. Secondo il National Hurricane Center i suoi violentissimi venti, che ora superano i 225 chilometri all’ora, si abbatteranno sull’arcipelago delle Bahamas domenica e colpiranno la Florida martedì prossimo. A rischio ci sono 21 milioni di persone.

Come si forma un uragano?

Ma come si forma un uragano? Quando è che una tempesta si trasforma in qualcosa di potenzialmente devastante? Gli uragani, come spiega la Nasa, sono delle enormi masse d’aria che ruotano a velocità elevatissime e che scatenano piogge intense e venti molto violenti. Gli uragani, che si generano solo sopra le zone calde (e in prossimità dell’equatore) dell’oceano Atlantico e della zona orientale del Pacifico, si formano quando l’aria calda sale dalla superficie dell’acqua causando un abbassamento di pressione nella zona sottostante. L’aria che sale e che così si raffredda, genera nella zona un continuo formarsi di nuvole. Via via che la rotazione dell’aria si fa sempre più veloce, al centro si crea un occhio, ossia una zona di bassa pressione dove non c’è vento né pioggia.

Le categorie degli uragani

La scala utilizzata per “misurare” un uragano si chiama Saffir-Simpson, va da 1 a 5, e si basa sull’intensità dei venti presenti nella perturbazione. Nella categoria 1 vengono classificati gli uragani che hanno venti che vanno da 119 a 153 km/h. Sono venti considerati pericolosi che possono creare 'qualche danno'. Come spiega il Nhc, le case costruite con buone strutture potrebbero avere danni ai tetti, tegole o grondaie. Gli alberi potrebbero rompersi e le linee elettriche potrebbero interrompersi. Nella categoria 2 rientrano gli uragani con venti che vanno da 154 a 177 km/h. Si tratta di venti “estremamente pericolosi” che potrebbero causare danni non solo ai tetti ma anche alle pareti esterne. Di categoria 3 sono invece gli uragani con venti da 178 a 208 km/h. In questo caso si verificheranno “danni devastanti”: potrebbero essere sollevati tetti di case e potrebbero cadere molti alberi. Oltre alla mancanza di elettricità, si può verificare anche l’assenza della fornitura di acqua. Nella categoria 4 rientrano i venti che vanno da 209 a 251 km/h. I danni in questo caso sono 'catastrofici'. Le case, oltre al tetto, possono perdere anche muri esterni. La maggior parte della zona colpita diventa inagibile per settimane o mesi. Infine, la categoria 5 quando i venti superano i 252 km/h. È lo scenario peggiore, quello in cui ci sono danni maggiori alle abitazioni e i rischi più alti per la popolazione. Nella categoria 5 rientra l’uragano Katrina che ha colpito nel 2005 la città americana di New Orleans.