Uragano Florence nelle immagini satellitari della Nasa (Ansa)
Uragano Florence nelle immagini satellitari della Nasa (Ansa)

Washington, 13 settembre 2018 - Un'attesa estenuante per l'arrivo dell'uragano Florence. La costa sud-orientale degli Stati Uniti si prepara a quello che secondo gli esperti "potrebbe provocare danni di proporzioni storiche". Sebbene Florence sia stato declassato alla categoria 2, i metereologi hanno sottolineato che i suoi venti da 200 chilometri l'ora sono "ancora estremamente pericolosi" e potrebbero colpire un'area in cui vivono 10 milioni di persone. Non solo, alcuni temono il rischio catastrofe per la presenza di 6 centrali nucleari sulla traiettoria dell'uragano, nel North e South Carolina. Ma la società proprietaria mette le mani avanti: non ci sarebbe nulla da temere, "gli impianti sono costruiti a prova di tempeste, uragani e tornado", informa una portavoce. Ma molti continuano a non fidarsi. Nel 1999 infatti un altro uragano, più debole di Florence, causò il peggior disastro naturale della storia della Carolina del Nord: decine di morti, città allagate e detriti tossici che contaminarono l'acqua potabile. 

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Nelle ultime ore Florence ha virato verso sud e secondo le ultime previsioni raggiungerà questa sera o nelle prime ore di venerdì le coste dell'Atlantico sud-orientale. Il rischio principale sono le "inondazioni catastrofiche", esattamente come quelle provocate nel 2017 dall'uragano Maria che avrebbero causato la morte di oltre 3000 persone. Per evitare una catastrofe di questo genere gli stati del North Carolina, South Carolina, Viriginia, Maryland, Washington e Georgia hanno dichiarato lo stato di emergenza e 1,7 milioni di persone sono state evacuate. "Questa tempesta è forse la più grande mai vista", ha dichiarato il presidente Trump che poi avverte su Twitter: "È imperativo che ognuno segua gli ordini locali di evacuazione. Questa tempesta è estremamente pericolosa. State attenti". 

E intanto le Filippine si preparano per l'arrivo del super-tifone Mangkhut che con i suoi venti a 273 chilometri l'ora minaccia di devastare le isole del Pacifico con una violenza pari a un uragano di categoria 5. Si tratta del più potente ed esteso tifone della stagione, per il quale le autorità hanno dato il via a un'evacuazione di massa nel nord-est delle Filippine: migliaia di persone stanno lasciando le loro case e le scuole e gli edifici pubblici sono stati chiusi. Le autorità fanno sapere che sono 10 milioni i cittadini a rischio.