Viktor Orban a un vertice Ue (Ansa)
Viktor Orban a un vertice Ue (Ansa)

Bruxelles, 3 agosto 2021 - L'Ungheria potrebbe uscire dalla Ue. L'ipotesi è stata ventilata dal ministro delle Finanze, Mihaly Varga, nel corso di un'intervista alla televisione ungherese Atv. "La questione - ha dichiarato Varga - potrebbe assumere una nuova prospettiva nel momento in cui prevediamo di diventare contributori netti dell'Unione", rientrando così tra i Paesi che versano al bilancio Ue più soldi di quanti ne ricevano. E questo dovrebbe avvenire entro il 2030.

L'ipotesi di un addio all'Europa appare ancor più plausibile "se gli attacchi di Bruxelles proseguiranno su scelte di valori", ha detto il ministro. L'Ungheria ha presentato un Piano di ripresa e di resilienza che non è stato ancora approvato dalla Commissione, al pari di quello della Polonia. Il piano del governo di Budapest, che avrebbe dovuto essere approvato entro il 12 luglio, verrà esaminato entro fine settembre: il problema, secondo quanto ha spiegato la Commissione, sono le insufficienti tutele della spesa prevista dalla corruzione, assai diffusa in Ungheria.

Il ministro delle Finanze ha attribuito a "ostacoli politici" il ritardo della Commissione Ue nell'approvazione del piano nazionale per il Recovery. "Siamo bloccati in una disputa, ma speriamo che le risposte che abbiamo dato alle loro osservazioni siano convincenti", ha dichiarato Varga, spiegando che il programma di ripresa del Paese sarà finanziato dal bilancio nazionale in attesa dell'approvazione del Pnrr da parte di Bruxelles, anche se l'impasse dovesse protrarsi fino al 2022. 

Il ministro è poi passato ad attaccare il recente rapporto sullo stato di diritto dell'Esecutivo europeo e i rilievi mossi nei confronti di Budapest. "Si avanzano accuse politiche per impedire all'Ungheria di avviare il Recovery Fund con i fondi Ue. Il paese non ha tempo per questo tira e molla, ecco perché - ha concluso - stiamo lanciando un piano nazionale con le nostre risorse".