Il premier polacco Mateusz Morawiecki (Ansa)
Il premier polacco Mateusz Morawiecki (Ansa)

Roma, 21 ottobre 2021 -  E' ancora muro contro muro tra Polonia e Unione Europea dopo la decisione della Corte Costituzionale polacca secondo cui il diritto europeo deve conformarsi a quello del Paese per poter essere applicato. Varsavia e Bruxelles, per ora, non sembrano trovare un accordo con Varsavia che insiste nel ribadire che non cederà ai ricatti. Al suo fianco ora si schiera anche il premier ungherese Viktor Orban, che giudica "ridicole" le eventuali sanzioni. La Commissione sta intanto valutando le prossime mosse legali e politiche. Tre le opzioni sul tavolo: procedura di infrazione; blocco dei fondi europei; applicazione dell'art.7 del Trattato sull'Unione Europea (Tue).

Lo scontro con von der Leyen al Parlamento europeo

Olanda: "Sospendere la Polonia dalla Ue"

Quanto stabilito dalla Corte va contro uno dei principi fondamentali dell'Unione, ovvero la supremazia del diritto Ue su quello dei singoli Stati. Ciò ha portato diversi leader a invocare l'applicazione dell'articolo 7 del Tue, che prevede la possibilità di sospendere i diritti di adesione a un Paese membro in caso di violazione grave e permanente dei principi su cui poggia l'Ue. Uno dei promotori di tale soluzione è il premier olandese Mark Rutte: "La cosa di cui dobbiamo discutere stasera è che la Polonia deve prendere le misure necessarie per garantire l'indipendenza della magistratura" ha dichiarato ai giornalisti. "Questa non è una questione su cui si negozia, e se il problema non è risolto è molto difficile rendere disponibili le risorse di Next Generation Eu".

Il premier polacco: non ci piegheremo ai ricatti

Trentasei miliardi di fondi europei a rischio, quindi, in una prova di forza fortemente criticata dal governo polacco: "Non ci piegheremo al ricatto, la sentenza della Corte polacca non mette in discussione i Trattati Ue" ha detto il premier Mateusz Morawiecki ai giornalisti prima dell'inizio del Consiglio europeo. Se l'erogazione dei finanziamenti del Next Generation Eu fosse sospesa, inoltre, Varsavia bloccherà per ritorsione la discussione sul maxi-pacchetto dell'Ue per il Clima. "La sequenza deve essere chiara: prima il Recovery fund, poi la discussione sul clima" ha affermato Waldemar Buda, viceministro per i Fondi e lo sviluppo regionale, in un'intervista a Polsat ripresa anche da Bloomberg. La Polonia è la nazione più dipendente dal carbone nell'Ue, con oltre il 70% della sua elettricità generata dal combustibile fossile. Già in passato aveva respinto l'ambiziosa agenda dell'Ue per ridurre i gas serra, richiedendo più tempo e fondi rispetto ad altri Paesi per trasformare la propria industria.

L'Ungheria al fianco della Polonia

Varsavia trova dalla sua parte anche il primo ministro ungherese Viktor Orbàn, secondo cui la Polonia è "il miglior Paese" d'Europa. Eventuali sanzioni? "Ridicole", ha stigmatizzato Orban arrivado al vertice. "Il primato dello stato di diritto non è nei trattati, è molto chiaro - ha aggiunto -. Ciò che sta avvenendo è che le istituzioni Ue stanno aggirando i Trattati. I polacchi hanno ragione. La vera linea divisiva è tra buon senso e non sense".

Un vertice per decidere

Invita alla prudenza e alla calma la cancelliera tedesca uscente Angela Merkel alla sua 107ma (e forse ultima) partecipazione al Consiglio Europeo. "Una valanga di cause legali alla Corte di giustizia europea non è la soluzione al problema dello Stato di diritto". Il tema sul quale discutere, ha sottolineato Frau Angela, è come gli Stati membri "immaginano che sia l'Unione europea, se un'Unione sempre più integrata" o un'Unione composta da "più Stati nazionali" : è una questione politica, "non certamente solo un problema tra la Polonia e l'Unione europea".

"Siamo fermi sui principi" dello stato di diritto, ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo Charles Michel arrivando al vertice Ue. "Abbiamo strumenti legali da usare, ma dobbiamo essere impegnati anche sul dialogo".