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23 giu 2022
23 giu 2022

Ucraina nella Ue, Consiglio Europeo: "Sì alla candidatura insieme alla Moldavia"

Michel: "Momento geopolitico storico per l'Unione". Von der Leyen: "Il nostro futuro è insieme"

23 giu 2022

Bruxelles, 23 giugno 2022 - Via libera del Consiglio Europeo alla concessione a Ucraina e Moldavia di Paesi candidati all'ingresso nell'Ue, sulla base delle raccomandazioni fatte dalla Commissione. Luce verde anche alla "prospettiva europea" per la Georgia.

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"Oggi è un buon giorno per l'Europa. Congratulazioni al Presidente Volodymyr Zelensky, alla presidente Maia Sandu e al primo ministro Irakli Garibashvili. I vostri Paesi fanno parte della nostra famiglia europea. E la storica decisione odierna dei leader lo conferma", ha scritto in un tweet la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. "Un momento storico. La giornata di oggi segna un passo fondamentale nel vostro cammino verso l'Ue. Il nostro futuro è insieme", invece ha twittato Charles Michel. "L'Unione Europea ha deciso di riconoscere la prospettiva europea della Georgia ed è pronta a concedere lo status di candidato una volta affrontate le priorità in sospeso", ha aggiunto. Il presidente francese Emmanuel Macron: "Un segnale molto forte alla Russia, e un fatto "importante nel contesto della guerra".

Nelle conclusioni del Consiglio europeo si legge: "L'Unione europea resta fortemente impegnata a fornire ulteriore sostegno militare per aiutare l'Ucraina ad esercitare il suo diritto intrinseco di autodifesa contro l'aggressione russa e a difendere la sua integrità territoriale e la sua sovranità. A tal fine, il Consiglio europeo invita il Consiglio a lavorare rapidamente su un ulteriore aumento del sostegno militare". Non si parla del fondo European Peace Facility attraverso il quale fornire un ulteriore tranche di finanziamenti militari da dare a Kiev da 5,7 miliardi. Mancherebbe infatti l'accordo sullo strumento da usare per inviare ulteriori armi, e che quindi difficilmente entro le prossime settimane saranno erogati nuovi fondi.

Ok del Parlamento

In precedenza l'ok del Parlamento europeo, che ha approvato con 529 voti a favore, 45 contrari e 14 astenuti la relazione in cui chiede di concedere immediatamente lo status di Paese candidato Ue dei due Paesi richiedenti. La relazione indica la volontà dell'aula anche di concedere lo status alla Georgia, una volta completate le riforme necessarie. "Oggi è necessario compiere una scelta che influirà sul futuro dell'Unione europea, sulla nostra stabilità, sicurezza e prosperità", ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, secondo quale il vertice rappresenta "un momento geopolitico storico" per l'Ue. I deputati europei hanno affermato che "nel contesto della brutale guerra di aggressione russa contro l'Ucraina, tale scelta darebbe prova di leadership, determinazione e lungimiranza", ma hanno sottolineato "che non esiste una procedura accelerata per l'adesione all'Ue" e che questa rimane "un processo strutturato e basato sul merito". Andriy Yermak, capo dell'amministrazione presidenziale ucraina, ha ricodato che "l'obiettivo chiaro è la piena adesione all'Unione europea", una procedura che potrebbe tuttavia richiedere anni. 

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La guerra in Ucraina

Intanto la guerra in Ucraina è giunta al 120° giorno e il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha dichiarato che una soluzione pacifica sarà possibile solo dopo che Kiev "avrà soddisfatto tutte le richieste della parte russa". Sul fronte del conflitto, il comando operativo 'Sud' del Comune di Odessa sul suo canale Telegram ha fatto sapere che Mykolaiv è stata attaccata da tre missili da crociera partiti dal territorio della regione di Kherson occupata dai russi. Invece l'intelligence britannica, nel suo aggiornamento quotidiano sulla situazione, evidenziano che le forze russe hanno aumentato la pressione sull'area di Lysychansk-Severodonetsk con la loro avanzata strisciante ai margini delle zone abitate, ma il tentativo di prendere il controllo della parte occidentale della regione di Donetsk rimane in fase di stallona soluzione pacifica della crisi.

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