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9 giu 2022

Ucraina news, Kiev: "Con le armi dell'Occidente Severodonetsk ripresa in 72 ore"

L'intelligence britannica: "La Russia ha aumentato gli sforzi per avanzare a sud di Izium". E Mosca insiste: "Facciamo progressi, Donetsk e Lugansk presto liberate". Kiev: 263 bambini uccisi dall'inizio della guerra. Cremlino: non sappiamo nulla della sorte dei soldati ucraini che si sono arresi a Mariupol. Grano, nessun accordo tra Mosca e Istanbul

9 giu 2022

Roma, 9 giugno 2022 - Sono ore cruciali per la guerra in Ucraina. Con armi a lungo raggio occidentali Kiev potrebbe "ripulire (dalle truppe russe) Severodonetsk in due o tre giorni", ha scritto su Telegram il capo militare regionale del Lugansk Sergiy Gaidai, spiegando che al momento l'esercito della Federazione assalta con forza la zona industriale ed è impossibile evacuare la popolazione.

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"Continuano i combattimenti a Severdonetsk ma, nelle ultime 48 ore, il Gruppo di forze orientale russo ha anche aumentato gli sforzi per avanzare a sud di Izium" dove si erano "bloccati ad aprile, dopo che le forze ucraine avevano fatto buon uso del terreno per rallentare l'avanzata russa". E' quanto si legge nel bollettino quotidiano dell'intelligence britannica. "La Russia probabilmente cerca di riguadagnare slancio in quest'area per esercitare ulteriore pressione su Severdonetsk e per avere la possibilità di avanzare più in profondità nell'oblast di Donetsk", continuano gli 007. 

Dall'altro lato, il rappresentante permanente della Russia presso le Nazioni Unite, l'ambasciatore Vasily Nebenzya, ha insistito sul fatto che Mosca sta facendo progressi in Ucraina e che le regioni orientali di Donetsk e Luhansk saranno "liberate... molto presto". Nebenzya ha affermato che dopo 100 giorni di conflitto armato "mi sembra che ci sia un progresso", è "continuo e chiaro come il giorno", "nessuno ha promesso un risultato in tre giorni o una settimana". Nebenzya ha negato che ci fossero piani per conquistare Kiev e spodestare Zelensky per installare un governo fantoccio. L'obiettivo principale ora è la liberazione del Donbass. "Dateci solo tempo... e vedrete la liberazione delle regioni di Donetsk e Lugansk. E spero che questo accada molto presto". 

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I bambini uccisi in Ucraina

Intanto un altro bilancio tragico viene fornito oggi dall'Ucraina: dall'inizio della guerra dopo l'invasione russa, sono 263 i bambini uccisi in Ucraina, 488 i feriti. L'ufficio del Procuratore generale ucraino precisa che il maggior numero delle vittime si registra nelle regioni di Donetsk, Kiev, Kharkiv e Chernihiv. I bombardamenti di città e villaggi ucraini da parte delle forze armate russe - aggiunge la nota - hanno danneggiato 1.971 istituzioni educative, 194 delle quali sono andate completamente distrutte.

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Cremlino: "Prigionieri Azovstal? Non sappiamo nulla"

Neanche il Cremlino ha informazioni sul destino dei soldati ucraini che si sono arresi nella fabbrica Azovstal a Mariupol. I prigionieri dovrebero essere stati portati in Russia, ma il portavoce Dmitri Peskov non sa nulla: "Non posso rispondere, non abbiamo simili informazioni". I soldati ucraini che si sono arresi dovrebbero essere soggetto di "azioni investigative" in Russia, scrive la Tass, citando una fonte delle forze dell'ordine. Ma potrebbero essere ancora nelle mani dei filorussi ribelli del Donbass, anche loro intenzionati a processarli. 

Grano, niente accordo con la Turchia

Sulle esportazioni di grano attraverso il Mar Nero tra Russia e Turchia non è stato raggiunto un accordo. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmytro Peksov, il giorno dopo la visita del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in Turchia: "No, al momento non è stato raggiunto nessun accordo preciso. Il lavoro continua".  Il grano ucraino resta così bloccato nei porti.  Secondo la Russia il vero ostacolo è l'Ucraina, che non ha sminato i porti rendendo l'uscita pericolosa. Il capo della diplomazia russa ha detto che " i militari russi dichiarano da più di un mese ogni giorno" la disponibilità a "corridoi di sicurezza, che possono utilizzare liberamente, senza alcuna minaccia per se stessi, qualsiasi nave con merci che aspettano di essere inviate dai porti del Mar Nero, a condizione, ovviamente, che gli ucraini sgomberino la fascia costiera, che, in generale, è sotto il loro controllo".  
 

 

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