21 feb 2022

Ucraina, cosa succede ora: Ue alza la voce, ma sulle sanzioni è divisa

Nato, Bruxelles e Gran Bretagna condannano le mosse di Putin. Biden lavora per risposta coordinata

Le forze armate ucraine hanno già preparato "un piano per un’invasione delle due repubbliche" separatiste nell’est
Forze armate ucraine hanno già preparato piano per invasione delle repubbliche separatiste

Una doccia gelata . Putin ha messo Europa e Stati Uniti di fronte al fatto compiuto, seppellendo il processo di pace di Minsk. E adesso non è più improbabile che si possa arrivare da parte dell’Occidente a sanzioni economiche e diplomatiche preventive e non solo successive ad un attacco militare diretto all’Ucraina. Il che toglierebbe però a Putin il freno di cercare di evitare le sanzioni, e quindi porterebbe ragionevolmente almeno all’ingresso di truppe russe nel Donbass, se non ad una invasione vera e propria. Ucraina Russia, le ultime notizie. Onu: "Si rischia una grande guerra" La decisione del Cremlino di riconoscere le repubbliche separatiste del Donbass di certo cambia tutto. "Siamo pronti a reagire – ha annunciato ieri l’Alto Rappresentante dell’Ue Josep Borrell – e certamente se ci sarà annessione ci saranno sanzioni". In ballo ci sono diverse ipotesi e i 27 sono divisi. Verranno sicuramente colpiti i settori finanza ed esportazioni, ma sul gas e le banche sono diversi i contrari. I Paesi Baltici e la Polonia – d’intesa con GB e America – guidano i falchi mentre Parigi Berlino e Roma, propenderebbero per una proporzionalità delle misure. "Il riconoscimento dei due territori separatisti in Ucraina – hanno twittato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen – è una palese violazione del diritto internazionale, dell’integrità’ territoriale dell’Ucraina e degli accordi di Minsk. L’UE e i suoi partner reagiranno con unità, fermezza e determinazione". Vedremo. Donbass, cosa rappresenta la regione al centro della crisi ucraina Putin ha annunciato la sua decisione in una telefonata a tre con il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz che, ha informato il Cremlino, "hanno espresso delusione". Il che è un eufemismo. L’impressione è quella di essere stati raggirati e illlusi da ...

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